[VIDEO] Ancelotti sferza gli arbitri: “Chi dirige la partita?”. Rizzoli spiega gli errori nelle gare del Napoli

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Ha destato molto clamore a livello nazionale l’intervento dell’allenatore del Napoli Carlo Ancelotti ieri all’incontro AIA-FIGC con capitani e tecnici di Serie A per parlare di regolamento, VAR e dei casi controversi che hanno caratterizzato la prima parte della stagione.

Ancelotti si è reso protagonista di un intervento che ha provato a sferzare la categoria arbitrale, mettendo in evidenza come alcune designazioni possano creare equivoci tra il carisma e la personalità del VAR e quella dell’arbitro in campo, che rischia di “subire” le decisioni del VAR invece di esserne protagonista. Ancelotti chiede a Rizzoli se hanno sbagliato in Napoli-Atalanta, e Rizzoli risponde che il gioco andava fermato.

Queste le parole successive di Ancelotti: “Sono contento di sapere e sentirvi dire che in Napoli-Atalanta avete sbagliato, ora potrei pure andar via. Il problema è uno solo: il regolamento è abbastanza chiaro, ciò che capita sia difforme dipende dall’interpretazione del singolo. Il problema principale è: chi arbitra le partite? Chi arbitra le partite? Questo vogliamo sapere. L’impressione mia è che a volte le partite, o determinati episodi, li decida il VAR. Tant’è che in alcuni commenti c’è il Var che dice «Per me era rigore». È l’arbitro che deve decidere le partite. E dirò di più…nelle designazioni, ti dico che sono certo che Rocchi arbitra la partita, Orsato arbitra la partita, altri arbitri con meno esperienza sono più condizionati dal VAR. Può essere pure che un assistente VAR con esperienza decida lui come arbitrare la partita, e questo è sbagliato. Perché altrimenti gli arbitri non crescono. Voglio essere sicuro al 100% che è l’arbitro sul campo a decidere le partite. Se c’è un episodio controverso l’arbitro non può dire «Per me era rigore». Sulle situazioni oggettive si: avete detto il fallo in attacco è sempre mano, allora non c’è bisogno di rivedere. Ma se c’è un episodio controverso dentro l’area, non può decidere il VAR. Il VAR deve essere uno strumento di supporto alla decisione dell’arbitro”.

Rizzoli risponde: “Sono d’accordo al 100%. Aggiungo che il VAR dice la sua o in una situazione oggettiva, oppure dopo che l’arbitro chiede al VAR Tu come la pensi, cioè dopo una domanda dell’arbitro, ed è capitato. Al netto di questo, la certezza che arbitra chi è in campo dovete averla. Non potete pensare che non sia così. È vero che ci sono talenti arbitrali, come ce li avete voi tra i calciatori, fanno parte di una rosa di una squadra. Non possiamo pensare che gli arbitri siano tutti uguali, la differenza inevitabile è data dal fattore umano”. 

Ancelotti riprende la parola per chiarire: “Mi spiego, io voglio accettare l’errore di Giacomelli, come accetto l’errore di Rocchi. Ma non accetto l’errore del VAR, questo non lo accetto, l’errore lo deve fare l’arbitro sul campo”. Rizzoli ricompone: “Non è semplice fare il VAR. Tante volte sento dire: “perché non lo va a rivedere così siamo più tranquilli?” Non si può fare, altrimenti arbitrerà solo il VAR fuori dal campo e non è il nostro obiettivo”. Stoccata di Carletto: “Mi consola che non è un obiettivo, che l’arbitro rimanga il protagonista”

Rizzoli ha poi spiegato ancora, nel corso delle ore, l’episodio Kjaer-Llorente e quello del rigore per fallo di mani di Zielinski a Firenze, alla prima giornata. Queste le sue parole: “L’intervento di Ancelotti è stato convinto, come normale per un tecnico del suo prestigio. Interventi servono per migliorare. Errore su Llorente? Andava interrotto certamente il gioco, avendo ravvisato con l’assistente un fallo di Llorente con un braccio sul viso del difensore. Non era opportuno dare vantaggio all’Atalanta in quella zona. L’arbitro ha dato il vantaggio ed è un errore, il VAR ha verificato poi quanto visto in campo e da regolamento quando tocca il viso con eccessiva forza può essere giallo o rosso. Dal campo poteva essere visto diversamente, ma andava fermato il gioco.
Rigore per mani di Zielinski a Firenze? L’arbitro non si era reso conto e per questo c’è stato intervento del VAR, altrimenti non sarebbe dovuto intervenire. Episodio molto difficile. Il braccio è molto largo e invade lo spazio dell’avversario. Anche se non c’è intenzione di aumentare volume del corpo. Episodio borderline e controverso, deve rimanere la decisione che prende l’arbitro in campo”.

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