Napoli-Inter 1-3. Le pagelle di NapoliSoccer.NET: Ancora uno svantaggio. Gli azzurri non sanno più recuperare.

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LEPAGELLE.jpgNapoli ancora una volta sotto con Gattuso in panchina e ancora una volta incapaci di recuperare il risultato tranne che con il Sassuolo. 
Squadra impostata per giocare di contropiede senza contropiedisti, schierando un attaccante come Milik che con il contropiede è come una forchetta nel brodo, e con il 433 ma senza un regista di ruolo. Perché sorprendersi di non riuscire a recuperare uno svantaggio?

Meret: 5 – Il tiro di Lukaku proprio non può prenderlo. Altri hanno colpe su quel goal. Poi perde la concentrazione e sul raddoppio commette un errore imbarazzante. La sensazione è che sia spaventato, che non si fidi della sua difesa.

Hysaj: 4,5 – Imbarazzante. Non spende un fallo su Lukaku in occasione del goal e non riesce quasi mai a rendersi utile per i compagni. Temporeggia su ogni pallone. Dall’81’ Lozano: 4,5 – Sulla prima palla non riesce nemmeno a guadagnare un corner, la seconda è un cross direttamente sul fondo. Nemmeno prova a toccarne una terza.

Di Lorenzo: 5 – Non è un centrale e la colpa non può essere sua ma di chi lo schiera in quella posizione alimentando due equivoci, quello di un terzino in posizione da centrale e quello del nulla cosmico in posizione di terzino. Sfortunato sulla azione del primo goal interista, però non appare quasi mai sincronizzato con il compagno di reparto. 

Manolas: 5,5 – Buon difensore, anche ottimo accanto a un centrale capace di dirigere il traffico in area. Quando deve farlo lui emergono limiti e difficoltà. Gara non bruttissima, la sua, macchiata da un errore che lascia Lautaro in grado di mettere dentro la palla che uccide ogni seppure vana speranza di recuperare.

Rui: 5,5 – Ha spinto un po’ più di Hysaj ma senza precisione. Sembra in difficoltà quando Insigne si accentra.

Allan: 5,5 – Non all’altezza delle gare precedenti. Il folto centrocampo dell’Inter e la difficoltà di far girare la palla da parte della mediana azzurra, lo mettono ulteriormente in difficoltà.

Fabian: 4 – Sì, non è un regista. Sì, non è nemmeno un incontrista. Eppure per una decina di minuti, alla fine del primo tempo, con il baricentro azzurro più alto, è sembrato in grado di gestire il ruolo. Solo per dieci minuti o poco meno. Poi è affogato anche lui nel mare nero del centrocampo azzurro. Riesce a mettere tutti d’accordo sono su una cosa, i fischi. Il San Paolo saluta così la sua tardiva sostituzione. Dall’84’ Llorente: SV

Zielinski: 6 – Sufficienza guadagnata per differenza. Perché tra tanti carciofi una rosa spampanata sembra comunque bella. Primi 35 minuti disastrosi come tutta la squadra poi sembra svegliarsi dal torpore e per una decina di minuti trova pressing e capacità di trovare il varco e la profondità.

Callejon: 6 – Non trova la porta. Però, come Zielinski è uno dei pochi a salvarsi stasera. L’impressione è che si sia avviato su un lento declino fisico e riesca a dare il meglio di sé solo a sprazzi

Milik: 6 – Tocca due palloni, uno lo insacca sull’altro parte in ritardo e ci arriva di spalla invece che di testa. 

Insigne: 5 – Parte dalla sinistra e si accentra per andare al tiro. Gioca molti palloni ma non riesce a incidere sull’inerzia della partita. Prende una traversa netta

Domenico Infante – NapoliSoccer.NET



1 COMMENTO

  1. Squadra distrutta. Non sarà un giocatore normale come Lobotka a trasformarla.
    Ancora una volta il rammarico va verso Sarri, capace di trasformare una banda di giocatori normali in una squadra che competeva con la Juve.
    Adesso il primo tassello da sistemare è l’allenatore.
    Se sarà Gattuso allori si programmi per il prossimo anno.
    Ai suoi tempi Marino concludeva gli acquisti importanti prima della fine del campionato per poi ufficializzarli nei primi giorni del calciomercato.
    Adesso si traccheggia, si chiede lo sconto, si fanno girare nomi impossibili (hanno avuto il coraggio di scrivere articoli e articoli su Haaland) per poi ripiegare sempre su altri più modesti.
    Senza la Champions saremo ridimensionati perché andranno via gli ingaggi alti e saranno sostituiti da giovani fatti passare per futuri campioni.
    Ne abbiamo a iosa nel recente passato. Tutti falliti

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