Gattuso: “Una vittoria non deve farci sedere. Voglio fame e il rientro degli infortunati. Ritiro? Qualcosina ce lo siamo detto”

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Gennaro Gattuso, allenatore del Napoli, è stato intervistato su RaiSport 1 al termine della vittoria nei quarti di finale di Coppa Italia contro la Lazio. Queste le sue parole raccolte dalla redazione di NapoliSoccer per i propri lettori. 

“Venivamo da un periodo imbarazzante, oggi la squadra ha fatto una grande partita, giocavamo contro una squadra molto forte. Ho visto grande spirito, per giocare contro una Lazio così ci vuole grande intensità. In questo momento bisogna pensare partita dopo partita. Oggi in tribuna sembravano i galacticos, mancavano 4-5 giocatori importanti. Dobbiamo pensare partita dopo partita, al momento la classifica in campionato è molto deficitaria. 

Elmas ha fatto un’ottima partita, ha dato dinamicità e raddoppi. Demme è un giocatore importante, ha un vissuto di queste partite. La Lazio ha le caratteristiche ideali per il gioco fatto nell’ultimo spezzone di gara, sono molto bravi a fare quelle cose lì. Abbiamo fatto qualche errore con Luperto negli ultimi 20 minuti, non staccava bene. Ma la squadra ha fatto bene. Dobbiamo recuperare gli infortunati, questa squadra ha grandi valori. 

Dobbiamo avere fame e non avere la pancia piena. La squadra non è la prima vittoria che fa, ma è sempre seduta. Io devo essere bravo a dare il veleno. Oggi l’ho visto. C’è stato raddoppio sistematico, si sono aiutati, non devono guardare ognuno al proprio orticello.  La serenità la devo dare io, sapevo dal primo giorno che arrivavo in una piazza difficile. La squadra sa come ragiono. Per settimane mi avete preso per pazzo, tre giorni fa sono rimasto stupito anche io dalla prestazione. 

Il ritiro lo hanno scelto i giocatori. Il primo responsabile ero io, 
Siamo sprofondati con la Fiorentina, ho visto una squadra senz’anima. Le colpe me le sono prese io. Poi bisogna guardarsi in faccia e dirsi le cose, qualcosina ce lo siamo detti. Si fa fatica a stare con la moglie se l’ami, figurati quando stai con le stesse persone tutti i giorni. Poi magari qualcuno sta zitto per non offendere, ma bisogna parlarsi. Ma siamo una società importante che non può permettersi di fare le figuracce fatte fino ad oggi. 

Mi è capitato in carriera, quando per sette otto anni fai risultati importanti subentra l’amicizia vera. In una squadra è meglio non far passare nulla, perché si deve lavorare con serenità, e ascoltare anche parole che non piacciono. Io non dicevo che i ragazzi non si parlassero, ma a volte non bisogna far passare certe cose se si vuole battagliare tutti assieme.

Barcelona? Dobbiamo recuperare i giocatori e pensare al campionato. Questa è la priorità, dobbiamo recuperare. Al Napoli bisogna guardarsi indietro, non siamo messi bene e non siamo abituati a giocare per un altro tipo di classifica. Il presidente? È a Roma. Dedico questa semifinale a chi mi ha dato la possibilità di allenare questa squadra: al presidente, a Giuntoli e a Pompilio e alle persone che lavorano nella società, che mi sono stati vicini”. 



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