Il punto sulla A: la Lazio sorpassa l’Inter. Napoli e Milan corrono per l’EL

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Nella 24^ giornata di serie A, tante conferme ma anche altrettante sorprese. Vincono quasi tutte le big, cade l’ Inter all’Olimpico contro la Lazio di Simone Inzaghi. In zona Europa League, ancora bene Parma, Milan e Napoli. Sempre più giù Torino e Sampdoria, mentre in coda ci sono sempre Spal e Brescia. Boccata d’ossigeno invece per il Genoa di Nicola, in grado di espugnare il Dall’Ara, con un netto ed inatteso 0-3.

LECCE-SPAL 2-1 : ad aprire la 24^ giornata di serie A, ci hanno pensato Lecce e Spal. Salentini contro Ferraresi, il risultato? 2-1 per i padroni di casa. Interessante anche la sfida in panchina: da un lato Liverani, dall’altro l’ex ct dell’Under 21, Gigi Di Biagio, al debutto sulla panchina degli estensi. Lecce che però ha la meglio e che conquista tre punti preziosissimi, fieno in cascina per il prosieguo del campionato. Ad oggi infatti i pugliesi
sarebbero salvi. Apre le danze Mancosu , in grado di trasformare un calcio di rigore, fischiato da Guida, a causa di un’evidente infrazione di Bonifazi. Era il 41°. Al 47°, doccia fredda per i giallorossi che si vedono raggiungere da un colpo di testa di Petagna, sugli sviluppi di un corner calciato dalla destra da Valdifiori. Al 66° chiude i conti Majer, con una rasoiata che non dà scampo a Berisha. Ottima la prova di Vigorito, bravo prima a respingere un destro ravvicinato di Di Francesco e superlativo nel finale su Strefezza. Migliore in campo certamente Mancosu: ottavo centro in campionato, condito da una prestazione sontuosa. Lecce che vince la terza partita
consecutiva salendo a quota 25, Spal che tocca quota quattro. Quattro sconfitte in altrettante partite. Fanalino di coda con 15 punti.
La serie B si avvicina sempre più.

BOLOGNA-GENOA 0-3: al Dall’Ara ci si attendeva un gran Bologna, ma ad essere stato grande, è stato il Genoa. Un secco 0-3 per gli uomini di Nicola, con il quale hanno annichilito la squadra di Mihajlovic. Un Bologna che ha provato ad imporre il suo gioco sin da inizio partita, ma si sa, ciò che conta nel calcio sono gli episodi. E questa volta hanno premiato il Grifone. Un Genoa volenteroso e ordinato, schierato con il 3-5-2. In avanti spazio a Pandev che però (causa una botta al ginocchio) al 13° è stato costretto ad
abbandonare il terreno di gioco. Dentro Pinamonti in tandem con Sanabria. Dopo un buon avvio dei felsinei, sono i liguri a trovare la zampata vincente: Radovanovic pesca Masiello, che in area si distende e trova puntuale, come un orologio svizzero, Soumaoro (acquistato dal Lille nel mercato di Gennaio). Il Bologna prova a riorganizzarsi, ma Schouten al 34° la
combina grossa: espulso giustamente per un intervento killer ai danni di Behrami. 10’ dopo arriva il raddoppio, in contropiede, di Sanabria, che consente al Grifone di chiudere la prima frazione di gioco, sul parziale di 0-2. Mihajlovic nell’intervallo cerca di sistemare i suoi, rivoluzionando poco più tardi la sua squadra. Entrano Skov Olsen e Dominguez ma al 90° è Denswil a commettere un’altra grave ingenuità, che costa il penalty in favore dei liguri. Criscito contro Skorupski, palla da una parte, portiere
dall’altra. Boccata d’ossigeno per il Genoa, battuta d’arresto per il Bologna, che di certo non farà felice l’allenatore serbo.

ATALANTA-ROMA 2-1: l’Atalanta blinda la Champions, la Roma si sgretola anche questa volta, sotto i colpi di Palomino e Pasalic. Eppure la Lupa era stata brava a passare in vantaggio grazie ad una rete di Dzeko, abile a sfruttare un errore proprio di Palomino (45°). Nella ripresa lo spartito cambia e proprio il disattento difensore argentino, si fa perdonare, timbrando il cartellino. Corner del Papu Gomez, spizzata di Djimsiti e proprio Palomino si fa trovare pronto sotto porta, battendo un incolpevole Pau Lopez. Ma il coniglio dal cilindro lo pesca Gasperini, che getta nella mischia al 59° Pasalic, che a distanza di soli 10 secondi dal suo ingresso in campo, si ritrova un pallone sporco che converte in una magnifica parabola, che si insacca nel sette, alla sinistra del portiere spagnolo, facendo esplodere il Gewiss Stadium. Dea in festa e tifosi in visibilio. Roma cupa e che da inizio 2020 registra la 5^ sconfitta in campionato. Anche Fonseca è in
discussione.

UDINESE-VERONA 0-0: lunch match saporifero al Friuli. 0-0 il risultato finale tra Udinese ed Hellas. Partita sporca, tattica e nella quale forse ha prevalso la paura di non perdere, più che di trionfare. Poche le occasioni da goal, targate quasi tutte Verona. Prima Kumbulla svetta su un corner calciato dalla destra, ma deve arrendersi ad una doppia prodezza di Musso, bravo prima ad intercettare il colpo di testa del difensore albanese, poi
nella frazione di un secondo, superlativo a smanacciare di pugno il pallone che lui stesso aveva respinto, togliendolo dalla disponbilità di Verre. Nella ripresa ci prova De Paul che va a segno, ma Abbattista annulla per evidente fuorigioco di Lasagna. L’occasione più ghiotta capita sui piedi di Zaccagni che a tu per tu con Musso, si divora il vantaggio. L’Hellas però si dimostra squadra tonica, equilibrata e sempre sul pezzo, autrice di un campionato super, confermandosi in zona Europa League. L’Udinese muove la classifica
con un punticino, salendo a quota 26, conservando quattro lunghezze sul terzultimo posto.

SASSUOLO-PARMA 0-1: il Parma di D’Aversa espugna il Mapei Stadium di Sassuolo. Autore del goal? Si, proprio lui, il tanto discusso Gervinho. Dopo il reintegro in squadra con le annesse scuse a compagni e società, l’ivoriano si dimostra uomo capace di fare la differenza in qualsiasi partita. Quando c’è lui in campo, si vede eccome. Decisivo anche nel match contro i neroverdi: Berardi perde palla sull’out di destra, la recupera e si invola verso la porta avversaria Cornelius, assist vincente proprio per il numero 27 gialloblù, che
deposita la sfera in fondo al sacco. Da segnalare le ottime prove di Colombi, chiamato a sostituire l’acciaccato Sepe e di Locatelli, bravo e sfortunato a cogliere la traversa nel secondo tempo. Il Sassuolo si ferma sul più bello, il Parma sogna sempre più l’Europa. La classifica vede infatti i ducali, al settimo posto a quota 35, in coabitazione con il Verona di Juric.

SAMPDORIA-FIORENTINA 1-5: cade in malo modo davanti al suo pubblico la Sampdoria, contro una Fiorentina spietata. Viola che strapazza la Doria, nel segno di Chiesa e Vlahovic, autori di una doppietta ciascuno. Proprio il serbo è uno degli unici nati nel 2000 ad aver segnato almeno cinque goal in stagione, nei maggiori campionati europei. Match che si sblocca all’8°, complice uno sfortunato autogoal di Thorsby. Al 18° e al 40°, la squadra di Iachini va addirittura sul triplo vantaggio, beneficiando di due calci di rigore, trasformati prima da Vlahovic e poi da Federico Chiesa. Partita spigolosa e la dimostrazione ne sono i tanti ammoniti: 4-3 per i padroni di casa. Da segnalare anche due rossi sventolati dal direttore di gara Irrati, all’indirizzo di Murru e Badelj, entrambi per doppia ammonizione. Inutile il goal di Gabbiadini al 90°. Sampdoria che ne esce con le ossa rotte e che viene nuovamente risucchiata nella zona che scotta, Fiorentina che tira un
sospiro di sollievo, grazie al talento e alla verve realizzativa dei “gemelli del gol”.

JUVENTUS-BRESCIA 2-0: nel segno di Paulo Dybala. La Juventus conquista tre punti preziosissimi che la catapultano la primo posto in solitaria. Nonostante i due goal rifilati alle Rondinelle, non c’è tanto da festeggiare per i “Sarri’s boys”. Squadra ancora sfilacciata, disunita, insomma non organizzata, in grado di vincere grazie alle giocate dei singoli… ma che singoli! La sblocca “ La Joya”, su calcio di punizione (39°) e nell’occasione espulso Ayè, per un doppio giallo sacrosanto. Dopo la perla del talento
argentino, si vede, come ovvio che fosse, tanta Juve, frutto dell’uomo in meno del Brescia. Juve che ci prova in continuazione, ma è solo un grande Andrenacci a dire di no, in particolare su un perfetto colpo di testa di Rugani, che il portiere (subentrato in luogo di  Alfonso), devia sulla traversa. Degna di nota una sontuosa giocata nello stretto di Higuaìn,
stoppato poi sulla linea da Sabelli. Ma la notizia più confortante per i bianconeri è certamente l’ingresso sul terreno di gioco, di Chiellini a 6 mesi di distanza dal grave infortunio. Il suo reintegro avverrà ovviamente con cautela e con tutte le precauzioni del caso, ma forse in questo momento, così delicato per Sarri e per i suoi, questo ritorno può rappresentare oltre che una garanzia dal punto di vista squisitamente tecnico, anche sul piano temperamentale, di esperienza e di leadership, con un occhio ovviamente ad Euro 2020.

CAGLIARI-NAPOLI 0-1: il Napoli di Gattuso sbanca la Sardegna Arena con una magia di Dries Mertens. Il folletto belga, torna dal primo minuto e non disattende le aspettative, grazie ad un magnifico destro a giro, che bacia il palo e si insacca alla sinistra dell’incolpevole Cragno (66°). il Cagliari è sempre più in crisi: con questa, addirittura sono 10 le partite senza vittoria per gli uomini di Maran, adesso contestati. Pesante la squalifica di Nainggolan, uomo capace di cucire il gioco ma di essere anche il più  pericoloso in zona goal. Una partita equilibrata, sbloccata appunto dal colpo di biliardo del numero 14 nella ripresa, che ha di fatto spaccato il match, tagliando le gambe ai sardi. Sardi che ci provano con Klavan e Pellegrini, ma senza troppa convinzione. A fine match, piovono fischi sulla Sardegna Arena, all’indirizzo di una squadra ormai smarrita. Bene invece il Napoli di
Gattuso che mette a segno un altro bel colpo in trasferta, incrementando il proprio bottino. Ora la classifica vede i partenopei a quota 33, a ridosso di Hellas, Parma e Milan. Anche la 5^ posizione, occupata dalla Roma, non è utopia: la distanza si è ridotta a 6 lunghezze, con una finale di Coppa Italia nel mirino. Il Napoli e i napoletani ci credono, ci sono tutte le premesse per raddrizzare una stagione iniziata male e proseguita peggio.

LAZIO-INTER 2-1: la Lazio è l’anti-Juve. I biancocelesti battono all’Olimpico l’inter per 2-1, dimostrando di non essere lì per caso. La squadra di Simone Inzaghi è ormai giunta a maturazione, squadra famelica, aggressiva e capace sin da subito di imporre il proprio gioco, sfruttando le sue armi migliori. Ed anche contro l’Inter è stato così: già al 9°, botta di Milinkovic-Savic, che si è però infranta sulla traversa, con Padelli visibilmente battuto. 
La Lazio preme sull’acceleratore ma, come spesso accade nel calcio, a trovare il vantaggio, è l’Inter di Conte, grazie ad una rete, la prima in maglia nerazzurra, di A.Young, bravo ad avventarsi su una respinta maldestra di Strakosha. All’intervallo è 0-1. Ma nella ripresa si scatenano gli uomini di Inzaghi, che con un uno-due letale, prima feriscono e poi infilzano Brozovic e compagni. Pervengono prima al pareggio, su calcio di rigore, trasformato da Immobile (26esimo centro) al 50°, su frittata di Skriniar con la collaborazione di Padelli, e poi siglano il sorpasso al 69°, con il migliore in campo, Sergej Milinkovic Savic, dopo un batti e ribatti in area nerazzurra. L’Inter tramortita ci prova in più occasioni, ma senza spaventare realmente Strakosha. Un’Inter stanca, opaca e disattenta. Una Lazio invece sfavillante che per prestazioni e tenuta fisica, sorprende giornata dopo giornata. Un plauso ad allenatore, società e calciatori, in grado con questa vittoria, di superare proprio i lombardi e piazzarsi al secondo posto in classifica a meno 1 dalla Juventus capolista. L’Inter è terza a meno 3 dalla vetta.

MILAN-TORINO 1-0: nel segno di Ante Rebic. Il Milan di Pioli, trionfa nel Monday Night, a San Siro, battendo un Torino in crisi. Man of the match il croato, ancora una volta decisivo, anzi devastANTE. E’ lui che al 25° porta i rossoneri in vantaggio, meritatamente. Berenguer perde palla, la recupera sull’out di destra Paquetà che serve con un preciso filtrante Castillejo, il quale con un morbido piattone, offre un cioccolatino, che Rebic deve solo scartare. Torino nullo, inesistente, autore di qualche buona giocata, ma  ulla più. I rimpianti sono sicuramente per il Milan, che non è stato altrettanto bravo a chiudere la partita, a causa degli errori di Ibrahimovic e Castillejo, nella seconda frazione. Un aspetto su cui la squadra di mister Pioli deve certamente migliorare, se vuole ambire a posizioni più nobili. La cura Longo per i granata non sta dando i frutti sperati, frutti che sta invece raccogliendo il Milan, dopo un lavoro certosino e meticoloso dell’allenatore parmigiano. Probabilmente la prossima partita (Fiorentina-Milan), dirà dove effettivamente possono arrivare Ibra e compagni.



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