Brescia-Napoli 1-2: gli azzurri ribaltano in 5′ un’altra gara poco brillante

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Brescia-Napoli finisce 1-2 con gli azzurri che ribaltano in 5′ della ripresa una partita comandata dal punto di vista del possesso, ma che è sempre rimasta in bilico per la poca capacità di incidere della squadra partenopea. 

La partita inizia e gli azzurri sembrano andare subito in controllo del match. Pronti via e Mertens trova la traversa con un tiro da posizione defilata che sembra impossibile al momento in cui parte dal piede dell’attaccante. Il Brescia si rintana tra la propria area di rigore e la linea di centrocampo a fare contenimento e chiudere tutti gli spazi agli azzurri. Il Napoli fa possesso, gira bene attorno alla squadra avversaria, ma non riesce mai a sfondare. Al 10′ Fabiàn viene pescato sul vertice dell’area di rigore, ma il suo sinistro a giro finisce a lato. Altri dieci minuti soporiferi, poi Insigne cerca Mertens in profondità: il belga tira al volo strozzando il pallone che rimbalza tra le braccia di Joronen.

Il Napoli sembra in controllo totale, ma al 26′ arriva la doccia gelata. Sulla prima vera azione del Brescia la palla finisce in angolo. Dalla bandierina Tonali trova Chancellor che buca la zona a difesa della porta di Ospina e colpisce di potenza nella rete davanti ai tifosi partenopei. È lo 0-1.

Il Napoli accusa il colpo e, ulteriormente obbligato a costruire gioco e a trovare la combinazione negli spazi strettissimi, finisce per perdersi. La partita scorre tra tentativi velleitari e qualche errore tecnico fino al fischio della fine del primo tempo da parte di Orsato.

Gli azzurri tornano in campo e alla prima azione trovano l’occasione per il pareggio. Un tiro di Insigne viene fermato col braccio da Mateju: Orsato ha bisogno dell’on field review per assegnare un rigore che comunque pare netto. Il capitano azzurro va dal dischetto e spiazza Joronen: è l’1-1 degli azzurri. 

La partita riprende al 51′; il tempo di tirare un sospiro di sollievo per un colpo di testa alto di Zmrhal e poi Fabiàn Ruiz inventa il goal vittoria. Di Lorenzo lo serve con un pallone basso dalla destra, lui sposta la sfera col sinistro come contro l’Inter, e poi disegna un tiro a giro che si insacca nel sette sul secondo palo, alla destra di Joronen. 1-2 e palla di nuovo al centro.

Cinque minuti dopo Fabiàn ci riprova, ma Joronen anticipa il movimento e blocca il tiro. Al 64′ rete giustamente annullata a Mertens che parte in posizione di fuorigioco prima di battere Joronen. Un minuto dopo i primi cambi: fuori Bjarnason e dentro Skrabb nel Brescia, nel Napoli Milik per Mertens. Il belga viene ammonito per non aver lasciato il campo nel punto di uscita più vicino a sé al momento della sostituzione.

Intorno al 71′ il Brescia ci prova prima con Zmrhal, che tira fuori dalla distanza. Subito dopo Balotelli spreca una buona occasione non centrando la porta da posizione favorevole. Al 76′ fuori Elmas, appena ammonito per trattenuta, e dentro Zielinski. All’80’ Balotelli tira ancora da fuori, di poco a lato. All’85’ nel Brescia fuori Dessena per Ndoj, nel Napoli dentro Allan per Demme. La partita arriva senza altre emozioni al 90′ quando l’arbitro concede 5′ di recupero.

Durante il recupero arriva solo una buona occasione sprecata da Politano, che dopo un doppio dribbling si allunga troppo il pallone in area di rigore e si fa anticipare da Joronen in uscita. Al fischio finale esultanza dei giocatori azzurri per la seconda vittoria consecutiva, la quinta nelle ultime sei partite.

Il Napoli porta a casa 3 punti tutto sommato meritati per la propria capacità di controllare la partita per quasi tutti i 90′ di gioco. L’ennesima distrazione difensiva mette a rischio il risultato, poi ribaltato con grinta e con i colpi dei giocatori tecnicamente migliori. Resta la sensazione di una squadra che fa però davvero tanta fatica a rendersi pericolosa per gli avversari, che crea poche occasioni da rete rispetto alla mole di gioco prodotta. Un difetto atavico che gli azzurri si portano dietro ormai da molti anni. Il Napoli resta una squadra decisamente poco brillante, ancorché solida e cinica: i traguardi raggiungibili in questa stagione restano ancora insondabili. 



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