Il Punto sulla Champions: l’andata degli Ottavi di Finale

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Concluse le gare di andata degli ottavi di finale di Champions League. Molte le sorprese e le goleade: l’Atalanta ai danni del Valencia e il Bayern a Londra. Tanti i goal di pregevole fattura, ma come accade nella stragrande maggioranza dei casi, i verdetti finali saranno rimandati ai match di ritorno. Chi si qualificherà per i quarti di finale della massima competizione europea per club?

ATLETICO MADRID-LIVERPOOL 1-0 : verrebbe da dire, il solito Atletico Madrid. Essì, perché nel match al Wanda Metropolitano, gli scudieri del “ cholito” Diego Pablo Simeone, hanno dimostrato, laddove ve ne fosse stato ancora bisogno, tenacia, organizzazione, garra ed un tatticismo esasperato. I colchoneros battono per 1-0 i campioni d’ Europa anzi del Mondo in carica, il famelico ed arrembante Liverpool di Jurgen Klopp.
Autore dell’unico goal dell’incontro, Saul Niguez al 4° minuto. Corner calciato dalla destra da parte di Koke, deviazione involontaria di Fabinho, Saul ringrazia e a tu per tu con Alisson, non può fallire. Goal fortuito ma fondamentale. In realtà il match dice poco altro: un goal annullato a Salah per fuorigioco, qualche altra buona occasione per i Reds, ma nulla più. Lecito attendersi nella gara di ritorno, la solita bolgia di Anfield, ma sarà
sicuramente un’impresa scardinare l’impenetrabile retroguardia iberica, non tanto per il risultato dell’andata, quanto per la difficoltà nel segnare a questa squadra, in un certo tipo di partite.

BORUSSIA DORTMUND-PARIS SAINT GERMAIN 2-1 : nel segno di Haaland. Il
Borussia Dortmund, in un “Signal Iduna Park” stracolmo e vestito a festa, schianta per 2-1 il Psg di Mbappè e soci. MVP? Il talentino che sta infiammando la Vestfalia, classe 2000, Erling Halaand. Il norvegese annichilisce i francesi con due reti: la prima realizzata in modo rocambolesco al minuto 69, bravo però a farsi trovare nel posto giusto al momento giusto, la seconda con un missile terra-aria con cui ha letteralmente spaccato la porta difesa da Keylor Navas. Questo al 77°, nel mezzo il tap-in di Neymar, puntuale sul secondo palo a depositare in fondo al sacco un perfetto assist di Mbappè, autore di un fantastico assolo sull’out di destra. Primo tempo saporifero dove ha prevalso la paura di non subire goal, che si sa, in Champions potrebbe risultare fatale. Ma nella ripresa, come detto, si scatena il gigante scandinavo, fantastico ad infliggere un “uno-due” letale ai parigini. Quello dell’asso brasiliano invece potrebbe rivelarsi, ai fini della qualificazione, un goal pesantissimo, con l’ex Tuchel che sembra essere sempre più appeso ad un filo e in procinto di lasciare la panchina a fine stagione.

TOTTENHAM-RB LIPSIA 0-1 : al Lipsia basta un goal dal dischetto di Timo Werner. I tedeschi dimostrano di essere una grande squadra, guidata alla perfezione dal tecnico rivelazione Nagelsmann. Dominanti nel primo tempo, il passivo poteva sicuramente essere più netto a favore della squadra del gruppo Red Bull. Batosta per gli inglesi che però, a dirla tutta, hanno dovuto fare i conti con assenze rilevanti, Kane e il coreano Son su tutti e che a questo punto, sono chiamati a ribaltare il risultato alla Red Bull Arena. Tottenham in un momento di rivoluzione, con l’avvento dello Special One, Lipsia autore di una stagione super anche in Bundesliga: la classifica non mente e recita -1 dal Bayern capolista. Sarà l’inizio di una nuova favola? I romantici, sperano di si.

ATALANTA-VALENCIA 4-1 : serata magica quella andata in scena a San Siro. Nello stadio in cui Milan ed Inter hanno fatto la storia alzando trofei, è l’Atalanta di Gasperini a dettare legge. I bergamaschi si impongono per 4-1 su un Valencia tramortito e disorientato dal palleggio, dalla velocità e dal talento degli orobici. Dea in vantaggio con Hateboer, su passaggio illuminante del Papu Gomez (16°). Al 42° prodezza di Ilicic, con annesso raddoppio per i nerazzurri. Stop di sinistro e bomba di destro dello sloveno che si insacca nel sette, alla destra di Domenech, superlativo ad inizio match su un piazzato da posizione ravvicinata di Pasalic. Nella seconda frazione ci si attendeva un Valencia motivato e voglioso di riaprire il match, ma è emersa ancor più insistentemente la grandezza dell’Atalanta, capace di segnare altri due goal con Freuler (magnifico tiro a giro) al 57° e ancora con Hateboer al 62°. Gollini deve però arrendersi al diagonale di Cheryshev poco minuti dopo e da poco subentrato. Goal evitabile e piccola macchia in una serata che resterà nella storia di una squadra meravigliosa, cresciuta negli ultimi quattro anni in modo esponenziale. Gasperini predica calma, come giusto che sia. Il confine tra euforia e supponenza è labile e la Dea non può di certo dilapidare un vantaggio simile, che vorrebbe dire quarti di finale di Champions League. L’appuntamento sarà nel focoso Mestalla. 

CHELSEA-BAYERN MONACO 0-3 : doppietta di Gnabry e rete del solito implacabile Lewandowski. Con un passivo di tre goal, il Bayern Monaco di Flick asfalta il Chelsea di Lampard. Un match sulla carta aperto a tutto, affascinante e colmo di storia. A spuntarla però sono stati i tedeschi, autori di una prestazione di livello. Dominio assoluto, occasioni a ripetizione, esemplare gestione del pallone. Sugli scudi Gnabry, in rete nel giro di 3 minuti (51° e 54°). Ci pensa poi il polacco a chiudere i conti al 76°, grazie ad un comodo tap-in su assist di Davies. Squadra giovane il Chelsea e ancora inesperta per affrontare partite di questa caratura. Bayern che, dopo diversi anni, pare aver ritrovato convinzione nei propri mezzi e che soprattutto nel mercato estivo ha messo dentro calciatori di grande qualità (Coutinho su tutti). Spettatore non pagante Lucas Hernandez, strappato all’Atletico Madrid per la “modica” cifra di 80 milioni di euro e fratello ti Theo, che si sta rivelando uno dei terzini più forti dell’intero panorama europeo.

REAL MADRID-MANCHESTER CITY 1-2 : nella conferenza stampa pre partita, Zidane aveva rivelato: “Guardiola? E’ il miglior allenatore del mondo”. In effetti, come dare torto al francese? Il City con un prova di forza e con grande autorità si impone al Bernabeu per 1-2, ribaltando il vantaggio iniziale dei “blancos” con Isco al 60°, grazie ai goal di Gabriel Jesus (78°) e il sempre decisivo De Bruyne su calcio di rigore (83°). Chi ha però fatto a fette la retroguardia madrilena è stato Sterling, subentrato al 73° e bravo a procurarsi il penalty, poi trasformato con freddezza dal belga. Il Real Madrid, con l’addio di Ronaldo ha certamente perso quel peso specifico, in termini di goal e leadership. Vani, inconsistenti i vari Hazard, Jovic, Vinicius e Bale. Lecito attendersi l’ennesima rivoluzione estiva, perché si sa, a Florentino Perez, piace primeggiare e dominare, in campionato ma soprattutto nella “coppa dalle grandi orecchie”. City invece che con questo risultato pare aver svoltato a livello mentale. Una squadra costruita alla perfezione e secondo i dettami di Guardiola nel corso degli anni, che però dovrà confermare di aver fatto quello step che mancava, proprio dal punto di vista della personalità e della consapevolezza nei propri mezzi. Guai però a sottovalutare il Real, che ha campioni tali da poter far male in qualsiasi momento ma che dovrà compiere una vera e propria impresa all’Etihad. Da segnalare inoltre l’espulsione di Sergio Ramos che di fatto rende la strada per il Madrid impervia e difficoltosa. Chi la spunterà?

LIONE-JUVENTUS 1-0 : il risultato più inatteso è certamente quello emerso tra Lione e Juventus. La settima del campionato francese a -28 dal PSG capolista, contro la prima del campionato italiano. Un dato preoccupante, allarmante e che deve far riflettere tutti gli addetti ai lavori in casa bianconera. Sarri non pare essere l’uomo giusto, al timone di una squadra, molle, sfilacciata e mai coordinata nei vari reparti. Il goal vittoria è stato  siglato nella prima frazione di gioco, da Tousart. Una rete indubbiamente meritata per i francesi che hanno messo sotto una Juventus mai realmente pericolosa. I tifosi mugugnano, sono insoddisfatti, come probabilmente lo sono Agnelli, Nedved e Paratici, che a loro volta però non sono esenti da colpe. Certamente in ottica passaggio del turno, nulla è compromesso ma servirà una Juve totalmente diversa per ribaltare allo Stadium una  qualificazione che si è notevolmente complicata. E nel week end i bianconeri ospiteranno l’Inter di Antonio Conte. La Juventus non fa più paura.



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