Dario Canovi: “Importante è tornare alla normalità. Poi si penserà al campionato”

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Dario Canovi

L’esclusiva intervista dell’avvocato Dario Canovi a NapoliSoccer.NET

L’avvocato Dario Canovi ha rilasciato un’intervista in esclusiva a NapoliSoccer.NET in cui ha analizzato il momento attuale del calcio italiano e le conseguenze del blocco conseguente ai rischi di contagio da Covid-19. Di seguito l’intervista completa.

Coronavirus: qual è la situazione nella città in cui lei si trova?
“Ho la fortuna di vivere in un paese a 40 chilometri da Roma, che si chiama Sutri ed il cui Sindaco è Sgarbi. Ho la fortuna di vivere avanti alla campagna ed ho la possibilità di camminare e muovermi molto in ambito agreste. Andando solo per necessità in farmacia o per comprare il cibo ho visto che le regole sono rispettate, c’è pochissima gente in giro. Credo che per tutti quanti adesso viene il periodo difficile: cominciamo ad essere stanchi ed inizierà ad esserci una crisi economica importante. Adesso c’è bisogno che i nostri politici abbiano chiare idee e le manifestino con molta chiarezza e sincerità. Altrimenti potemmo andare incontri a grossi problemi e non solo economici”.

In base a come si evolverà la situazione del Covid-19 si deciderà se, come e quando si ritornerà a giocare. Secondo lei come si concluderà questo campionato?
“La cosa più importante è quella di tornare alla normalità. E’ necessario che finisca questa clausura e si torni presto a fare una vita normale. Poi si deciderà a come finire il campionato e chi lo potrà vincere. Spero e credo che faranno di tutto per terminarlo, altrimenti potrebbe creare delle notevoli conseguenze al calcio anche dal punto di vista economico. È chiaro che la mancata assegnazione di un titolo potrebbe causare dei ritorni negativi dal punto di vista finanziario ed economico. Per quanto riguarda tutte le proposte avanzate, tra cui la riduzione degli stipendi, vanno valutate con molta attenzione. In questo momento – auspica Dario Canovi a NapoliSoccer.NET – i calciatori hanno un’occasione per dimostrare che non sono dei mercenari. Mi riferisco ai giocatori importanti, che dovrebbero essere come quei grandi giocatori, penso ai Rivera, ai Mazzola, ai Bulgarelli che fondarono l’associazione calciatori. I giocatori attuali dovrebbero dimostrare buon senso, generosità e spirito di corpo. È chiaro che il calcio senza grandi calciatori non si può fare ma i grandi calciatori guadagnano tanti soldi ed a questo punto hanno il dovere di rinunciare a qualcosa, facendo da esempio”.

Secondo lei come ci si deve comportare per assegnare lo scudetto?
“Dipende da quali sono le volontà della Lega, se vogliano assegnare per forza un titolo al termine della stagione sportiva, oppure dare un titolo acquisito per le qualificazioni alla Champions, Coppe Europee e retrocessioni. Credo che in qualche maniera una soluzione bisogna trovarla. Sono sempre stato favorevole alla formula dei play-off e dei play-out. Penso che sia un esperimento che in Serie A possa essere fatto, potrebbe essere una cosa positiva dal punto di vista della vendita dei diritti. Onestamente – spiega Dario Canovi a Napolisoccer.NET – non saprei cosa suggerire. Tutto dipende da cosa accade dal punto di vista sanitario, nazionale ed internazionale, nell’arco dei prossimi 15/20 giorni, perchè questo virus non ha confini”.

Una volta superata questa emergenza come si potrà salvaguardare la sopravvivenza di società con problematiche economiche ma, soprattutto, come si possono evitare conseguenze spiacevoli per i loro dipendenti?
“Il calcio è un’industria nazionale importante, oltre ad essere il sollievo settimanale di milioni di italiani. Una volta si diceva che il calcio era solo la schedina, adesso no, non è così. Da parte di tutti  c’è proprio un voler partecipare a questo meraviglioso gioco, un fatto virale, un fatto importante. Anche qui le autorità politiche devono dimostrare lungimiranza e devono dimostrare che il calcio non è fatto solo da miliardari ma anche da tantissimi giocatori di Serie C e società inferiori che danno sollievo a molti paesi, soprattutto del sud. Penso e spero che il governo si renda conto di questa cosa, da quello che vedo il ministro dello sport sembra che se ne sia reso conto. Ripeto il calcio non è fatto solo dai top club e da Ronaldo e Messi ma anche da milioni di piccole società e tantissimi calciatori che alimentano l’intero sistema”.

Si discute molto sul pagamento degli stipendi; cosa ne pensa?
“Tutta questa questione va trattata con l’associazione calciatori. Tutto questo non può essere fatto senza il consenso dei giocatori e della loro associazione di rappresentanza. Penso che Sergio Campana avrebbe trovato soluzioni intelligenti, mi auguro che Damiano Tommasi si dimostri suo degno erede. Ci sono diritti acquisiti, non credo che si possa imporre una riduzione degli stipendi senza il consenso del sindacato e degli stessi giocatori. Bisogna trovare una soluzione che metta tutti d’accordo”.

Quale potrebbe essere questa soluzione?
“Le situazioni vanno differenziate; infatti si pensa ad una riduzione che non sia progressiva. Viene difficile chiedere un taglio di stipendio ad un giocatore di Serie B o Serie C che guadagna 50 mila euro l’anno; perciò credo che sia molto più possibile chiedere questo sacrificio ad un calciatore che guadagna cifre importanti. Ai Ronaldo, ai Lukaku, è aloro che dobbiamo chiedere di dare il buon esempio. Chiellini da persona intelligente qual è, da vero capitano, si sta dando da fare per trovare un accordo tra la società bianconera ed i suoi calciatori. Anche questa potrebbe essere una soluzione e cioè che ogni club faccia una sua trattativa e trovi un accordo con i propri giocatori. Tuttavia conclude Dario Canovi a NapoliSoccer.NET – ritengo che sia molto più intelligente e giusto arrivare direttamente ad un accordo con l’associazione calciatori”.

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