Il Fatto Quotidiano: Taglio stipendi vittoria per Juventus, grande sconfitta per Assocalciatori

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Fatto Quotidiano
Il Fatto Quotidiano: “La vittoria del club bianconero è la grande sconfitta dell’Assocalciatori”

E’ notizia di questi giorni quella del taglio degli stipendi dei giocatori della Juventus in accordo con la società. L’iniziativa del club bianconero era stata anche ben valutata da stampa e addetti ai lavori, che auspicavano ad un utilizzo di tale accordo anche da parte delle altre società e rispettivi tesserati.

Un vecchio adagio recita ‘non è tutto oro quel che luccica‘, e il troppo luccichio aveva già attirato la nostra attenzione, ma evidentemente anche quella di altre testate giornalistiche. Ne è riprova l’articolo de Il Fatto Quotidiano, che – senza troppi giri di parole – illustra la reale portata dei fatti.

La vittoria del club bianconero è la grande sconfitta dell’Assocalciatori, che avrebbe dovuto dare un segnale di disponibilità e invece si è perso in una serie di imbarazzanti “vedremo” sia sulla sforbiciata agli emolumenti che alla cassa integrazione per chi percepisce meno di 50mila euro“, spiega Lorenzo Vendemiale de Il Fatto Quotidiano.

L’accordo Juventus/calciatori in pochi se lo aspettavano e soprattutto non se lo aspettava l’AIC, il sindacato dei calciatori. Ma quella che veniva descritta come un’iniziativa da seguire in effetti è un pò diversa da quella raccontata.

“…Così la società risparmia 90 milioni e mette più o meno in sicurezza il bilancio 2020…”

In attesa di capire che ne sarà della stagione, l’accordo prevede una riduzione dei compensi pari a quattro mensilità (da marzo a giugno), di cui però in realtà solo due dovrebbero essere proprio tagliate, le altre spalmate sul prossimo anno. Così la società risparmia 90 milioni e mette più o meno in sicurezza il bilancio 2020, pericolosamente a rischio (ben prima del Coronavirus). Bravo Agnelli a trovare una formula di giusto compromesso, bravi capitan Chiellini e compagni ad accettare” è la conferma di come l’accordo preveda lo spostamento del pagamento – quindi di costi – in data successiva al 30 giugno 2020, così da alleggerire le passività nell’attuale bilancio, che non è un male in tempi difficili come gli attuali.

“…il sindacato guidato da Damiano Tommasi avrebbe dovuto dare un segnale di disponibilità. Chiaro, immediato, a prescindere dalle formule da trovare in seguito…”

Ma alla luce di tale accordo, chi subisce il maggior smacco è l’Assocalciatori guidato da Damiano Tommasi, che mantenendo una posizione ondivaga, ora si trova spiazzata. “In un momento del genere – scrive Lorenzo Vendemiale nella sua disamina -, il sindacato guidato da Damiano Tommasi avrebbe dovuto dare un segnale di disponibilità. Chiaro, immediato, a prescindere dalle formule da trovare in seguito. Invece si è perso in una serie di imbarazzanti “vedremo”, inaccettabili per chi sa di rappresentare una categoria di privilegiati. Certo, i calciatori non sono tutti Cristiano Ronaldo: ce ne sono centinaia che guadagnano cifre enormemente inferiori, quasi “normali”, e che devono essere tutelati. Ma in questo momento la tenuta del sistema è la vera priorità di tutti, pure dei calciatori, specie di quelli meno famosi che con la crisi (e la scomparsa di tante squadre) rischiano di restare a casa“.

“…L’accordo della Juventus è cucito su misura sui conti bianconeri…”

Ma il problema riguarda un pò tutti i club perchè non è detto che l’accordo sia conveniente per tutte le società come lo è stato per la Juventus, mentre un accordo condiviso avrebbe potuto garantire sia le società che i calciatori, come si legge ancora nell’articolo: “L’accordo della Juventus è cucito su misura sui conti bianconeri: va bene per la Juve, non necessariamente per le altre. Diverso sarebbe stato costruire un accordo-quadro (si pensava a un taglio lineare del 30%, forse troppo, o a delle riduzioni a scaglioni in base agli stipendi), su cui tutte le società avrebbero potuto appoggiarsi. Invece così rischia di passare il messaggio, tutto sommato gradito all’Aic, che le trattative vanno portate avanti individualmente. E per una grande squadra che ce l’ha fatta, potrebbero essercene 4-5 piccole che non ci riescono e restano nei guai“.

Insomma, è certo che sia un periodo di crisi ma che, tra dubbi, problemi e interessi, la Serie A continui a viaggiare alla cieca lo è altrettanto.

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