Taglio stipendi: per il Napoli argomento ancor più spinoso

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Taglio stipendi: Non sarà facile per il Napoli, alle prese con tante variabili. Per il club partenopeo argomento ancor più spinoso.

Uno degli argomenti più discussi in questi giorni è l’eventuale taglio degli stipendi dei calciatori. Grazie al parere tecnico-legale dell’avv. Guglielmo Stendardo, è stato chiarito che la questione è spinosa e può essere affrontata soltanto quando si chiariranno le vicende riguardanti il blocco dei campionati e la prosecuzione o definitiva sospensione degli stessi.

Ma intanto alcune società hanno iniziato a trattare con i propri giocatori e alcune hanno già trovato un accordo, come ad esempio la Juventus, che in ragione dell’emergenza sanitaria si è accordata con i propri tesserati per la “riduzione dei compensi per un importo pari alle mensilità di marzo, aprile, maggio e giugno 2020“. Anche all’estero ci sono società che hanno optato per la riduzione come ad esempio il Barcellona, i cui giocatori hanno deciso di ridursi del 70% lo stipendio.

TAGLIO STIPENDI GIOCATORI NAPOLI

L’argomento del taglio stipendi, seppur non apertamente avviato, è tema di discussione anche per il Napoli. Ma per la società partenopea il discorso verte su ulteriori elementi da valutare rispetto alla decurtazione/sospensione degli stipendi dei propri calciatori.

Innanzitutto c’è un problema temporale da valutare: gli azzurri si sono regolarmente allenati fino al 12 marzo. Pertanto già per il mese di marzo ci potrebbero essere dei problemi in caso di sospensione tout court del pagamento degli stipendi. La società si ritroverebbe esposta – quale datore di lavoro – alla mancata retribuzione delle prestazioni ricevute dai propri dipendenti.

Per quanto riguarda i calciatori, secondo le indiscrezioni, non ci sarebbero grosse difficoltà da parte loro ad accettare un taglio stipendio per questo periodo di crisi. Ma, di rimando, la loro valutazione non può non essere condizionata dalla spada di Damocle che gli pende sul capo a seguito del famoso ‘ammutinamento‘ dello scorso mese di novembre, che ha fatto versare fiumi di inchiostro e occupato per settimane migliaia di pagine web.

Come noto, il Napoli in primis ha avviato l’istanza di arbitrato con richiesta di multa per violazione dell’accordo collettivo con annesse multe  e la battaglia legale è bella e che avviata, con la decisione ultima che spetterà ai competenti Tribunali. Attualmente il procedimento è bloccato per l’emergenza da Covid-19.

Senza contare che il presidente potrebbe avviare anche un’azione legale per risarcimento danni con annessa causa civile ‘per danni di immagine’, e finora il patron azzurro non ha mostrato volontà a recedere dalle proprie intenzioni.

A tutto questo bisogna aggiungere che la società ha fornito ai propri calciatori un piano di allenamento da svolgere presso le proprie abitazioni, una app che fornisce allo staff tecnico e medico lo stato di forma e, per finire, una serie di incombenze alimentari da rispettare. E, pertanto, già l’adeguarsi, da parte dei calciatori, a queste disposizioni può essere considerato fornire una prestazione di lavoro.

TAGLIO STIPENDI: SCENARI POSSIBILI PER IL NAPOLI

Al momento, quindi, in casa Napoli l’argomento è connesso a filo doppio con la querelle società/giocatori e la proprietà non ha alcun bisogno di risolvere la questione nell’immediato. Soprattutto, non ha particolare bisogno di risolverla simil Juventus considerando che il club partenopeo non ha esigenze di bilancio tali da ritenere proficua l’adozione del medesimo accordo.

La società azzurra, infatti, è una delle cinque società di calcio italiane con il bilancio in attivo (+29,2, riserve volontarie a poco meno di 145 mln), assieme ad Atalanta (+24), Sampdoria (+12,1), Sassuolo (+8,1) e Udinese (+1,2). Oltre a non avere debiti bancari (come il Cagliari e il Torino).

Pertanto il Napoli, dopo aver corrisposto la mensilità di febbraio a calciatori e dirigenti, resta alla finestra in attesa di un eventuale accordo tra l’assocalciatori e la Lega. Tanto più che, essendosi allungato il blocco allenamenti professionisti e sportivi amatoriali fino al 17 aprile 2020, c’è da capire se l’assemblea di Lega del 12 aprile verrà comunque esperita e soprattutto se in questa data si assumeranno decisioni definitive circa la ripresa o il termine del campionato oppure si procrastinerà ancora.

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