Live Instagram: Azzurra Massa con NapoliSoccer.NET

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La calciatrice del Napoli Femminile, Azzurra Massa, intervenuta in Live Istagram con NapoliSoccer.NET, ha risposto alle domande dei tifosi circa la sua esperienza calcistica anche spiegando come affronta l’attuale delicato momento. Di seguito le sue risposte. 

“Sto bene ho appena finito di fare allenamento. In questo periodo di quarantena, la mattina mi alleno facendo la parte superiore del corpo con pesi ed altre cose, nel pomeriggio video chiamo una mia compagna di squadra e facciamo il lavoro aerobico che ci ha dato il prof, oppure i lavori aerobici che noi ci ricordiamo. Allenandoci riusciamo a far passare mezza giornata. In serata invece si cena, si vede una serie tv, si fa una video chiamata e poi si va a dormire. La giornata passa così, forse è sempre la stessa di prima che arrivasse il Virus ma manca vedersi con gli amici, fare gli allenamenti di gruppo con la squadra.

La stagione stava andando bene, siamo prime, eravamo uscite vincitrici da 4 scontri diretti, stava andando tutto molto bene ed eravamo in linea con quello che aveva programmato la società. Non ci voleva questo rinvio, speriamo che essendo prime ci diano lo stesso la promozione. Non sapevamo quanto poteva durare questa situazione del Coronavirus, per questo motivo ci hanno dato un lavoro da svolgere che durava solo 5 giorni, lo abbiamo svolto solo per due settimana ma poi abbiamo cambiato. Tra app varie ed avendo svolto varie sedute di allenamento siamo noi cosa fare e ci siamo trasformati in coach. Ci stiamo telefonando, cerchiamo di stare insieme e per quanto possibile stiamo svolgendo a telefono gli esercizi. Ci stiamo esaurendo, pur di non stare a casa sto nell’androne del palazzo.

Il bilancio della mia esperienza alla Carpisa è molto positivo, anche se ci sono stati periodi che potevo andare altrove ho deciso di restare. Ho fatto tutto il percorso nelle giovanili del Napoli ed è stato bellissimo ma solo gli ultimi anni ad essere concreti. Da napoletana ho sempre portato la mia costanza al Napoli. Vorrei restare a vita qui ma non so se sarà così. Arrivare in Serie A con questa squadra sarebbe un bellissimo passo ma sinceramente non so se resterò.

Finita l’università mi sarebbe piaciuto fare la giornalista ma adesso ho cambiato idea. Sono al terzo anno di università mi mancano pochi esami, sperando che riusciamo a darli, ed una volta terminata ho varie idee. Avendo fatto lingue ho diverse porte che si aprano però sono sempre delle idee. Da bambina ero fissata che volevo fare la giornalista ma adesso mi piacerebbe fare la traduttrice o qualcos’altro che sia sempre legate alle lingue.

Questa stagione a livello personale non è andata come volevo, mentre a livello di squadra è andata più che bene soprattutto se decidono di finirla qui, dato che essendo prime ci dovrebbero dare direttamente la promozione. Non era facile arrivare dove siamo ora; poiché la squadra è stata rifatta da capo ed erano rimaste poche calciatrici dell’anno scorso. Costruendo una squadra da zero hai sempre quelle paure che non ci si possa affiatare bene come gruppo ma alla fine non è andata così, siamo stati un gruppo fantastico unito e non ci possiamo lamentare per come sta andando questa stagione.

Il mio sogno è giocare in Serie A con la maglietta del Napoli, dato che mi ha dato tante possibilità di costruirmi e realizzare i miei sogni. Devo dire solo grazie a questa maglia mi ha dato la possibile di allacciare amicizie e creare belle compagnie. Quando dai tanto per questa maglietta ma non vedi riscontri devi stare la e pensare se vale la pena ancora lottare.

Sto pensando già alla prossima stagione, dove potrei cambiare squadra. Spero di riuscire ad essere guardata, vista e posso dire la mia. Tutte queste cose le avrei volute fare quest’anno con questa squadra, dove sono nata ed ho dato tanto. Purtroppo a volte nella vita non sempre le cose vanno come vuoi, per questo in alcune circostanze deve anteporre te stessa a tutto. Lo dico a malincuore ma per quanto mi possa dispiacere sono pensieri che non sto trascurando in questo periodo.

Il mio idolo è Kakà, sono tifosa del Milan, per le caratteristiche corsa, dribbling e fantasia mi rivedo molto in lui. È stato il mio unico idolo, anche se a volte mi chiedono “a chi ti ispiri tra Messi e Ronaldo?”. Tra i due mi piace più Messi, anche se ci sono stati tanti altri giocatori più forti di loro.

Sono una ragazza a cui piace molto osservare, vedendo Kaka ho visto cosa posso fare o cosa non posso fare in campo. Con lui abbiamo in comune la velocità, bene o male è la stessa , il dribbling, in passato esageravo molto ma adesso ho imparato a contenermi, e poi siamo entrambi fantasisti, a volte mi riescono cose difficili senza pensare.

Dove vado a giocare? Non lo so, sono pensieri che mi sto facendo ma non c’è nulla di concreto. Grazie alle giocatrici della nazione italiana abbiamo un buono sviluppo del calcio femminile. Se vediamo altri paesi ed altre squadre internazionali ci rendiamo conto che siamo ancora molto arretrati. Le cose stanno andando a migliorare e non a retrocedere; perciò mi sento di dire che tra 3 massimo 4 anni il calcio femminile riuscirà a diventare quello che noi calciatrici sognami. Il mondiale è stato il boom.

In questi anni che il calcio italiano si è sviluppato per il gioco dal basso, il portiere è diventato un fulcro importante per la costruzione di questo tipo di gioco. È un perno principale per la squadra; poiché è l’unico che riesce a guardare i movimenti di tutti per 90 minuti. Questo è il mio punto di vista anche se non sono un portiere. Il nostro estremo difensore, Fefy Russo, ci martella, ci aiuta ed in campo ascoltiamo molto cosa ci dice. Le sue indicazioni ci aiutano tanto.

In cucina non eccello, sto imparando ed oggi ho fatto il minestrone ed è andato bene, mentre l’altro giorno ho spiegato a mia mamma come fare la carbonara. Lei quando la faceva metteva a cuocere il sugo della carbonara nella penatola e quindi veniva una sorta di frittata o pasta con l’uovo. Le ho dovuto spiegare che non andava fatto così.

Mi piacerebbe giocare in Spagna. Ho un amore pazzesco per la nazione ispanica ed il gioco spagnolo, essendo molto tattico e tecnico, si avvicina molto al mio modo di giocare. Nella via non si sa mai cosa può succedere ma il mio desiderio più grande è andare a giocare lì.

In questi due anni ho provato ad allenare i piccolini mi piace ma ad oggi non ti saprei dire. Ho fatto questa esperienza di allenatore in due società diverse e mi sono divertita tantissimo ma purtroppo a metà anno tra università ed allenamenti ho dovuto lasciare. Ho sempre cercato di portare avanti questa esperienza, mi è piaciuto ma se dovessi decidere di fare questo per tutta la vita ti direi di no, ho altri obiettivi.

Grazie al mondiale è migliorato molto il pensiero sul calcio femminile, prima se si vedeva in strada una ragazza che sapesse giocare a calcio tutti si meravigliano adesso non più. In tanti si sono resi conto che molte donne sono più forti di molti uomini. Finalmente c’è questa passione reciproca. Quando sono andata a giocare alla Mariano Keller non c’era distinzione tra ragazzi e ragazze, oltre a me c’era anche un’altra ragazza e giocavamo con i maschi. Io ero sempre la più piccola; perché, pur essendo ‘99 mi sono ritrovata a giocare spesso con i maschi più grandi del ‘98. Non era facile, c’era molta differenza fisica; soprattutto per me che non sono prestante fisicamente. Giocare con i maschi mi aiuto molto e tecnicamente lo noto molto.

Saluto Giusy Moraca, che è una mia ex compagna di squadra, se la vedi giocare ti innamori ed io da piccolina ho sempre guardato lei. Abbiamo giocato insieme per 3 anni poi le strade si sono divise ma se dovesse scegliere una compagna di squadra con cui tornare a giocare insieme sceglierei lei. Potrei stare qui e parlarti di tante ragazze che hanno fatto la storia del Carpisa.

Il ricordo più bello è il torneo di Arco di Trento, un torneo giovanile che fanno anche le squadre maschili ma che ha un altro nome; infatti si chiama Beppe Viola. In quel torneo vidi per la prima volta cosa fosse il calcio femminile. Ho giocato due edizioni di quel torneo, la prima ricordo ero emozionata e c’era sempre l’ansia si sapere se eri stata convocata oppure no, il secondo anno andammo in finale con la Res Roma, che in quel periodo era fortissima sia a livello giovanile che di prima squadra, la perdemmo ma non dimenticherò mai che una mia punizione che ci consentì di battere il Brescia in semifinale. Porto dei ricordi bellissimi anche delle finali scudetti.

Scaramantica? Ho tanti riti scaramantici, a pranzo devo essere seduta sempre vicino alla mia compagna di squadra dall’inizio dell’anno. Quest’anno ho vicino Fefy Russo e difronte ho Alessia Parnoffi. Oltre questo nello spogliatoi non mi devo allacciare le scarpe, i parastinchi li devo mettere dopo il riscaldamento, poi quando entro in campo mi faccio il segno della croce, bacio la collana di mio padre e faccio un gesto con il braccio, indicando il cielo.

Il modulo che prediligo? Sono un trequartista non mi piacciono le cose schematiche, devo essere libera di giocare, quando gioco nel 4-3-3 faccio l’esterno ma rientro sempre in mezzo al campo. A me piacerebbe giocare in 4-2-3-1 come centrale nei 3 dietro la punta, oppure nei 2 dietro la punta nel 4-3-2-1. Un po’ come il mio idolo Kakà, che quando giocava nel 4-3-3 veniva dentro ad aiutare la prima punta e l’esterno opposto che sarebbe poi la seconda punta.

Con mio padre ero molto affiatata e mi faceva vedere spesso dei video di quando giocava. Una volta mi raccontò che lui era sempre titolare in tutta le squadre in cui giocava, durante una partita che, a suo dire, stava giocando bene, Vinicio nel secondo tempo lo sostituì e lui per l’incazzatura si tolse la maglietta e la tirò in faccia al mister. Adesso inizio a capire le mie schizofrenie che ogni tanto mi prendono in campo da chi le ho prese. all’apparenza sembriamo calmi ma poi in campo ci trasformiamo”.

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