Serie A in alto mare. Ripartenza ancora a rischio, tutti i perché

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Nonostante i proclami di ripartenza e le date proposte (13 e 20 giugno), la ripartenza della Serie A è ancora in alto mare. Sono tanti i motivi che fanno avere perplessità sull’effettiva ripartenza del campionato. Ne fa una sintesi l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport: la completiamo e ne evidenziamo gli aspetti più importanti qui per i nostri lettori. 

Innanzitutto il sospetto caso positivo al Bologna. Nel pomeriggio di ieri il club rossoblu ha pubblicato un comunicato ufficiale in cui spiega che dagli ultimi esami è emerso un sospetto positivo al Covid19. Non c’è specificato se emerso dai tamponi o dai test sierologici: i primi sono più affidabili dei secondi, ragion per cui è stato già effettuato il giro di tamponi di controllo. In caso di conferma della positività emersa, l’intero gruppo squadra andrebbe in ritiro e in quarantena per 14 giorni. Il che significa che la quarantena del Bologna finirebbe pochi giorni prima di quella che si immagina essere la ripresa, il 13 Giugno.

La notizia potrebbe impattare molto negativamente sul vertice di oggi tra il Ministro dello Sport Spadafora e la Lega Calcio. Sul tavolo c’era già la problematica questione dei diritti TV. L’ultima rata che Sky e Dazn non hanno versato ha creato tensioni e oggi dovrebbero partire le ingiunzioni di pagamento, con la Lega Calcio che avrebbe voluto il supporto del governo nel rispetto del contratto stipulato. Un problema – serio, e di rilevante ordine economico – che rischia di finire in secondo, o addirittura terzo piano. Nel frattempo le perdite non riguardano solo i club di Serie A, ovviamente. Ieri sera il presidente della FIGC Gravina ha ricordato in un intervento pubblicato dal magazine Riparte l’Italia che “se non si riparte subito danno irreparabile al calcio italiano, abbiamo già perso 500 milioni di euro. Occorre difendere 100 mila lavoratori, 1,4 milioni di tesserati, 4,7 miliardi di fatturato. Ripartire vuol dire giocare”. Pressioni di ogni tipo che non renderanno semplice il lavoro nel vertice previsto per oggi.

Sul fronte calciatori c’è un altro problema aperto: l’orario delle partite. Tra questi sono previsti incontri alle 16.30, ma in un periodo dell’anno che sconsiglia vivamente di giocare a quest’ora. Medici, preparatori e calciatori sono apparsi decisamente compatti negli ultimi giorni a scongiurare il rischio di partite pomeridiane nei mesi estivi. Sta prendendo piede, invece, l’ipotesi delle partite in seconda serata, magari con un “triplo turno” negli orari 18-20-22 (all’incirca, ndr). Tutto, però, in questo momento, mantiene il crisma dell’aleatorietà. Sono troppi i dubbi sull’organizzazione della ripartenza del campionato. Inutile sottolineare come si speri che da Bologna arrivi la notizia che il sospetto positivo sia in realtà un falso positivo.



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