Ad Insigne mancava… Gattuso! La crescita del capitano azzurro certificata anche in Nazionale

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Lorenzo Insigne definitivamente maturato? Crediamo proprio di si. Il rendimento di quest’anno del capitano azzurro sta mettendo in luce una decisa crescita – che non era stata costante – del 29enne di Frattamaggiore. Anche da queste pagine in passato non eravamo stati teneri con Lorenzo che in alcuni frangenti della sua carriera aveva mostrato qualche segno di insofferenza e di testardaggine, dal punto di vista caratteriale nel primo caso, e dal punto di vista tecnico nel secondo.

La sensazione, oggi, dopo aver visto la splendida prova di Insigne ieri contro la Polonia in Nations League, è che il capitano del Napoli sia passato dalla consapevolezza del poter essere decisivo, alla convinzione dell’esserlo. Giocate determinanti, lungo tutto l’arco dei 90 minuti, e una Nazionale che sembra ormai poter dipendere dal suo stato di grazia. Una numero 10 legittimata anche contro chi nel recente passato aveva definito affrettata la designazione di quella maglia tanto importante. Ma se non a lui, oggi, a chi affidarla?

E non si può non fare un legame, in questa crescita di Insigne, con il fatto che nell’ultimo anno il ragazzo sia stato “sotto il pacchero” di Gattuso. Ci sia concessa l’espressione dialettale per far capire che a Lorenzo probabilmente mancava non la consapevolezza, ma una rabbia determinata a dimostrare che la sua classe fosse utile alla squadra in ogni frangente, e non solo alla propria finalizzazione. Una rabbia che era tipica del Gattuso giocatore, determinato pur nella consapevolezza di qualche limite tecnico, ma importante al punto da vincere un Mondiale da protagonista. 

A queste considerazioni dobbiamo aggiungere il dato delle due sconfitte stagionali azzurre arrivate entrambe in assenza del capitano. Contro l’AZ e contro il Sassuolo Insigne è mancato per gli infortuni muscolari, e a posteri ci sentiamo di dire che è un’assenza che è pesata sensibilmente. La speranza ora è che Lorenzo, nel pieno della maturità anagrafica di calciatore, non fermi la sua crescita e “tenga” dal punto di vista fisico e mentale una continuità che finora un po’ gli è difettata. Lo diciamo anche da tifosi, perché vorrebbe dire avere un giocatore di classe e capace di determinare ogni tipo di sfida: dopo Lavezzi, Cavani, Hamsik e Mertens – tutti oggi più avanti negli anni di lui – in fondo è anche giusto che sia il suo momento. In azzurro Napoli e in azzurro Nazionale.



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