Jennersdorf: Il ritiro inizia tra mille difficoltà

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Chissà se tra un mese il Napoli riuscirà a benedire la sua partecipazione all’Intertoto. Per ora, solo disagi. Soprattutto organiz­zativi. La società aveva dovuto stra­volgere tutti i suoi programmi: anti­cipare la convocazione per il ritiro e trovare in fretta una sede e un alber­go disponibile dal 3 al 25 luglio. E il risultato si è visto ieri dove a Jenne­sdorf, piccola località austriaca a un tiro di schioppo dalla Slovenia e a 150 chilometri da Budapest, il Na­poli si è ritrovato in un centro spor­tivo in aperta campagna, con uno spogliatoio così angusto che a stento i calciatori si possono svestire e con un container a fungere da magazzi­no. Durante la seduta pomeridiana, poi, è saltata anche la corrente nello spogliatoio e i giocatori si sono dovu­ti trattenere ancora un po’ sul cam­po prima di fare le docce. « Siamo

abituati alle difficoltà – ha glissato Reja – Anzi ci stimolano. Gli agi li la­sciamo agli altri». Ma a fine seduta ha chiesto se ci fosse un secondo spogliatoio:« Gli ospiti dove vanno? ». « Nel container, gli hanno risposto.
Di sicuro l’impatto dei nuovi non sarà stato dei migliori. Denis s’è guardato intorno in continuazione. Ma si è tuffato nel primo allenamento con la nuova maglia (ne ha indossato una rossa) senza pensare a dove si trovava. Per lui, un posto valeva un altro pur di cominciare a conoscere i nuovi compagni e a lavo­rare in funzione del gol. Almeno l’al­bergo che ospita la comitiva sembra essere all’altezza della situazione anche se nelle camere dei calciatori manca il telefono. Per l’alimentazio­ne, invece, non c’è problema perché la società ha provveduto a portarsi al seguito uno chef e un cameriere, gli stessi che c’erano anche lo scorso anno, e una serie di vettovaglie.
L’umore della comitiva, ad ogni modo, sembra essere dei migliori nonostante l’avvio della preparazio­ne in largo anticipo. Zalayeta ha vi­sto una cyclette in un angolo chie­dendo che venisse messa immediata­mente in funzione; De Zerbi e Pià hanno affrontato la prima seduta con la concen­trazione di chi non vuole perdere un mi­nuto di questo ritor­no in maglia azzurra; idem Dalla Bona e Amodio, pur sa­pendo che forse non resteranno. An­che gli altri si sono tuffati nel lavoro dettato dal preparatore atletico Feb­brari con una scrupolosità encomia­bile. Si tratta di un lavoro studiato nei minimi particolari. Una prepa­razione diversa dal solito. Mirata ad un impegno importante già il 19 o 20 luglio. Poco lavoro di forza iniziale e tanta esercitazione sulla resistenza alla velocità e sul pallone.
Ieri la seduta è cominciata alle 18 ed è terminata dopo un’ora e mezza. Corse a gruppetti, partite di palla­mano con due squadre formate da dodici elementi (Zalayeta non vi ha partecipato), ancora corsette al pic­colo trotto.
Nessun tifoso del Napoli a bordo campo. La località è davvero in capo al mondo. Solo una ventina di ragaz­zini del posto che si sono improvvi­sati raccatappalle suscitando le sim­patie di Reja. Disagi logistici a par­te, il Napoli sembra avere già la te­sta all’Intertoto. A fine seduta, Mari­no si è trattenuto sul campo con lo staff tecnico per un summit organiz­zativoi. Oggi si va in palestra e mar­tedì già si scende in campo contro la formazione locale. Poi l’11 ci sarà l’Hajduk Spalato: «Abbiamo fretta»,
ripete Reja.

Redazione NapoliSoccer.NET – fonte: corrieredellosport.it



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