Show dell’Empoli che piega impietosamente gli azzurri

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De Laurentiis dimezza il costo dei biglietti e chiama a raccolta il pubblico in un freddo giorno di vento boreale, lo sentirà ancor di più Reja al termine del match che l’Empoli si aggiudica con pieno merito mettendo a nudo tutte le incongruità di una squadra poco convinta dei propri mezzi, nonostante sia stata rinforzata a gennaio. Reja, alquanto scettico, cambia modulo forse solo per soddisfare le pressioni esterne anziché per convinzione personale e la squadra risente non poco dello stravolgimento tattico nel quale si smarriscono prima Pazienza, poco filtro e gioco lento, poi Blasi che non riesce a coprire gli ampi spazi a centrocampo dove, complice lo schieramento a quattro, ha la meglio il maggior vigore atletico dei toscani. Reja sceglie di tenere in panchina Gargano che col suo passo breve meglio avrebbe potuto arginare lo strapotere tra le linee di Giovinco, giovane speranza del calcio italiano dotato di un’ottima intelligenza tattica, capace da solo di mettere in crisi la retroguardia azzurra stavolta schierata a quattro. La sconfitta non può imputarsi perciò alla mancanza dei sincronismi ma ad una serie di errori tattici e tecnici di un allenatore finito nel pallone, incapace di raddrizzare la barca in balia dell’onda d’urto empolese, appare evidente che contro un attacco formato solo da Pozzi sia stato uno spreco schierare contemporaneamente due terzini dalle spiccate caratteristiche difensive come Grava e Savini, senza contare che sulla sinistra per buona parte del primo tempo Mannini ed Hamsik, che oggi si è smarrito, si sono spesso pestati i piedi. Perciò gli ospiti ci mettono poco ad approfittare della situazione ed al 21° sono già in vantaggio con Pozzi che sfrutta al limite del fuorigioco un assist di Giovinco e trafigge Gianello in uscita. L’evidenza delle cose segna impietosamente che i meccanismi offensivi del Napoli sono atrofizzati tant’è che il primo tiro degli azzurri verso la porta di Bassi arriva quasi alla mezz’ora ad opera di Hamsik, che dopo poco manca il tap-in vincente davanti al portiere ospite quando respinge una forte conclusione di Domizzi su calcio piazzato. Poi però al 37° arriva il pareggio azzurro che, per dare l’idea della situazione, si materializza addirittura su un’azione di contropiede impostata dallo sloveno che serve lungo Lavezzi abile a fondarsi palla al piede in area e servire un traversone sul quale si avventa Mannini che riequilibra le sorti dell’incontro. Poi dagli spogliatoi non rientrano Zalayeta e Piccolo espulsi nel sottopasso da Mazzoleni al termine della prima frazione per una scaramuccia, così le squadre sono costrette ad affrontarsi dieci contro dieci ed è ovviamente il Napoli a perderci di più. Allora al 13° Reja, tra i fischi del pubblico, decide di sostituire Hamsik con Sosa mentre Lavezzi cerca di darsi un gran da fare sfruttando gli spazi che le squadre oltremodo allungate lasciano al campo, così facendo, però, il buon gioco ce l’ha ancora una volta l’Empoli che passa di nuovo in vantaggio al 65° sempre con Pozzi che, sfruttando al meglio una svirgolata di Cannavaro su traversone basso di Buscè, esegue un perfetto diagonale che supera Gianello, poi l’ex attaccante partenopeo cade infortunato e lascia il campo. Lo sbando è ormai generalizzato, il Napoli è incapace di imbastire trame degne di qualcosa che possa chiamarsi reazione, qualche alleggerimento è firmato dall’anarchico Lavezzi mentre è di Sosa è l’unica conclusione della ripresa verso Bassi. Reja prova a dare spazio anche a Calaiò ma di lì a breve su un capovolgimento di fronte deve fare a meno di Domizzi, espulso per fallo da ultimo uomo sullo sgusciante Giovinco lanciato a rete verso Gianello. Così nello scompiglio generale l’ordinato calcio espresso dagli uomini di Malesani porta la compagine toscana all’affondo decisivo piazzando il tris con Budel bravo a chiudere in rete una respinta di Gianello su una conclusione di Buscè, dopo la quale giustificatamente un grigio De Laurentiis lascia definitivamente la tribuna. Si riapre così una profonda ferita, squarciata dall’atteggiamento del pubblico che applaude l’Empoli nel suo gioco, nella quale Reja figura come uomo solo e la società alle intemperie, dove senza più fronzoli è ormai costretta definitivamente a guardare verso l’unico obiettivo della stagione, quella salvezza che sta diventando una montagna sempre più alta da scalare, anche se c’è un abisso ormai tra l’esigenza di rilancio del progetto in progress del presidente ed i risultati ottenuti che ne stanno minando l’attendibilità. Si salvi chi può!
 
Antonello Greco 
 
                                                                                               Le Pagelle di NapoliSoccer.NET


2 Commenti

  1. “Reja, alquanto scettico, cambia modulo forse solo per soddisfare le pressioni esterne anziché per convinzione personale”…..sono molto deluso dalla redazione di napolisoccer.net che prima di ora si è dimostrata eqilibrata e obbiettiva come il miglior giornalismo insegna…..non capisco perchè è iniziata questa campagna di screditamento

  2. L’impressione che reja abbia cambiato modulo solo perchè tutti non aspettavano altro la abbiamo avuta tutti e non solo napolisoccer, e…

    LA GATTA FRETTOLOSA FECE I GATTINI CIECHI.

    un’altra domenica rovinata.

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