Corriere dello Sport: “Murdoch preme per la Superlega”

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I primi passi verso la nascita di una Superlega Europea sono stati mossi ieri sera, in uno dei monumenti del neoclassicismo milanese, Villa Reale. In pieno centro a Milano invitati dalla News Corporation, il principale investitore internazionale in diritti sportivi, si sono ritrovati dirigenti di grido del mondo del pallone, amministratori delegati dei più importanti top investitor di Sky e personaggi di spicco del mondo della finanza. Ufficialmente il calcio è stato un argomento di contorno, non certo all’ordine del giorno, ma in realtà tra i tavoli della cena di gala con menù a base di pesce si è parlato molto della Superlega europea, l’obiettivo sempre meno nascosto dei top club del Vecchio Continente.

MURDOCH SPINGE – A tifare per la rivoluzione copernicana del mondo del pallone è soprattutto Rupert Murdoch, il magnate australiano di nazionalità statunitense che fiuta un business milionario dopo un investimento (in diritti tv) che comunque sarebbe corposo in un momento di crisi dell’economia mondiale. L’idea, in passato già sponsorizzata dalle società riunite nell’Eca, pare sia stata rilanciata in questi giorni proprio dal grande boss della tv mondiale, ieri sera presentatosi insieme al figlio James e a José Maria Aznar, ex premier spagnolo e adesso membro del board di News Corp. Trovarsi a cena insieme a presidenti tanto influenti nel panorama calcistico internazionale non ha fatto altro che rafforzare l’idea di Murdoch che ieri sera ha approfondito il discorso con Sandro Rosell, il numero uno del Barcellona arrivato appositamente a Milano in mattinata insieme al dirigente blaugrana che si occupa dei diritti televisivi, con il presidente dell’Inter Massimo Moratti e il figlio Angelomario, il presidente della Juventus Andrea Agnelli, il patron del Napoli Aurelio De Laurentiis, il direttore organizzativo del Milan Umberto Gandini (Galliani era a Parigi per la trattativa di Thiago Silva) e il presidente onorario del Bayern Monaco, Franz Beckenbauer.

ORGANIZZAZIONE – Il modello della Superlega è noto: un torneo riservato ai top club dei 5 più importanti campionati europei (Premier League, Liga, Serie A, Bundesliga e Ligue 1), senza retrocessioni e senza nuovi innesti (almeno nella fase iniziale). Una specie di Nba in salsa europea, anche se il nuovo torneo andrebbe "mixato" con i campionati nazionali che certo non potrebbero scomparire anche se obbligatoriamente vedrebbero ridotto il numero delle formazioni partecipanti. E non a caso anche l’attuale (dimissionario) presidente della Lega di Serie A, Maurizio Beretta, ieri sera era presente e ha ascoltato le chiacchiere in libertà dei proprietari dei club con Murdoch. Non sono mancati neppure il numero 1 della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, il responsabile della gestione sportiva del Cavallino, Stefano Domenicali, gli organizzatori del torneo di Wimbledon, Briatore e i volti noti di Sky (Gianluca Vialli, Paolo Rossi, Simona Ventura, Ilaria D’Amico, Antonio Rossi, Yuri Chechi e Fiona May).

PREVISIONI – Difficile ipotizzare una data di partenza della Superlega europea perché in questo momento ci sono troppe incognite, troppi nodi da sciogliere, ma il fatto che alcuni tra i più importanti protagonisti del panorama calcistico ne abbiamo discusso a margine della serata organizzata dalla New Corp (stasera bis a Roma con le istituzioni e il mondo della politica) lascia intendere che il progetto è serio e che le grandi del Vecchio Continente, sempre interessate a nuovi introiti, stiano prendendo in seria considerazione l’idea. Il varo della nuova Lega segnerebbe l’addio alla Champions League e all’Europa League. Si andrebbe verso un calcio ancora più globale, con le tv al centro di tutto, con l’obiettivo di riportare la gente allo stadio con grandi sfide ogni settimana. Le piccole inevitabilmente perderebbero terreno e il calcio sarebbe ancora meno romantico e più legato al business. Servirà ancora tempo, ma la strada imboccata è questa. Murdoch spinge e i presidenti non sembrano insensibili. Il futuro è sempre più vicino.
 
Fonte: Corriere dello Sport



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