La passione azzurra non ha confini: ecco il Club Napoli di Udine

0
957

clubnapoliudineLa città di Udine non fa eccezione e, anche nella lontana terra friulana, è fortemente radicata la passione azzurra. Attaccamento ai colori della squadra partenopea ancora più tangibile da luglio 2012 quando, per merito della perseveranza dei cinque soci – fondatori, è stata inaugurata la sede del club. Oggi, a distanza di pochi mesi dall’apertura, il club può vantare il ragguardevole numero di circa 90 tesserati e un assetto organizzativo così composto: Sig. Picone Gianpaolo (presidente), sig. Di Pasquale Davide (vice presidente), sig. Costantino Pasquale (segretario), sig. Coluccino Ciro (socio fondatore), sig. Federico Vincenzo (socio fondatore). 

 

La redazione della testata giornalistica NapoliSoccer.Net, nel suo interminabile tour alla ricerca dei club Napoli, ha avuto il piacere di intervistare il presidente, sig. Picone Gianpaolo.
 
Qual è l'ultima volta che avete assistito dal vivo ad una partita degli azzurri?
"Domenica scorsa. Ci siamo sobbarcati molti chilometri per seguire il Napoli a Genova. E’ stata una bella esperienza anche se non priva di sacrifici. La vittoria del Napoli ha reso i nostri sacrifici meno pesanti".
 
Sono mai stati registrati comportamenti ostili nei Vs. confronti?
"Assolutamente no. La nostra sede non è mai stata oggetto di atti ostili. Solo quando andiamo ad assistere alle gare degli azzurri in trasferta, siamo costretti a sentire i soliti insulti contro i napoletani".
 
E' così diverso il modo di vivere il calcio ad Udine rispetto a Napoli?
"E' diverso sia nei numeri che come attaccamento alla maglia. Ad Udine i tifosi che vanno allo stadio non sono tanti, mentre il San Paolo offre sempre un bel colpo d'occhio. A volte le presenze al “Friuli” sono inferiori al numero dei tifosi del Napoli che seguono la squadra azzurra in trasferta. Inoltre, è ovvio che il calore dei tifosi verso la squadra partenopea è tutt'altra cosa". 
L'emozione del primato in classifica è amplificata quando la si vive lontano dalla propria squadra del cuore? 
"Direi proprio di sì. Per noi questo parziale primato in classifica è motivo di orgoglio ancor più che per i napoletani che vivono nella città partenopea. Quando si vivono le gesta della propria squadra del cuore lontano dalla terra di origine, quando non sei a stretto contatto con la tua città, certe vittorie si sentono ancora di più. Non poter vivere da vicino certe emozioni ci manca tanto".
 
De Laurentiis è stato lungimirante nel capire prima di tutti che il calcio italiano aveva bisogno di un accurato fair play finanziario. Il fatto che Berlusconi e Moratti lo abbiano capito con un po' di ritardo le sembra un vantaggio per il Napoli?
"Non so se questo possa costituire un vantaggio per gli azzurri. Il fatto che le squadre milanesi solo quest'anno hanno cominciato a sfoltire e a ringiovanire la rosa per alleggerire i bilanci, non so quanto per loro possa essere uno svantaggio rispetto a chi lo ha fatto prima. Sono certo che De Laurentiis abbia fatto la cosa giusta a seguire la linea del fair play finanziario fin dall’inizio della sua esperienza calcistica perché tenere in ordine il bilancio è una cosa importante".
 
Cavani ed Hamsik sono due calciatori di indubbie qualità tecniche e di caratura internazionale. A Napoli, più che altrove, per diventare leader ci vogliono anche superlative doti caratteriali. Chi dei due può diventare l'uomo – squadra degli azzurri per i prossimi anni?
"Sono due campioni indiscutibili con enormi doti tecniche. Anche in questa prima parte di stagione lo stanno dimostrando. Cavani a Napoli sta facendo cose eccezionali, ma penso che il primo a giurare fedeltà alla città sia stato Hamsik. Per questo e anche per questioni caratteriali penso che lo slovacco possa diventare la bandiera della squadra partenopea".
 
Dal 2000/2001, quando lo scudetto lo vinse la Roma, si sono sempre imposte Juventus, Milan e Inter. Dopo 11 anni di predominio delle tre potenze calcistiche del Nord, pensa che una vittoria finale del Napoli sarebbe un bene per tutto il movimento calcistico italiano?
"Dopo tutti questi anni di predominio delle squadre milanesi e della Juventus, l'augurio è che ci possa essere un' inversione di rotta. Sarebbe sicuramente un motivo di orgoglio e di successo non solo per la città partenopea, ma per tutto il movimento calcistico del Sud. Sarebbe bello festeggiare come ai tempi di Maradona. Non possiamo che augurarcelo tutti noi".
 
Napoli – Udinese di domenica prossima è una partita speciale per Voi? 
"Senza ombra di dubbio. Quello di domenica al San Paolo è un match diverso dagli altri. Noi che viviamo ad Udine sentiamo in modo particolare questa gara. Per noi è come un derby".
 
Per finire l’intervista con NapoliSoccer.NET, una domanda sulla lotta per lo scudetto. Ci risponda riponendo la scaramanzia in un cassetto. Pensa che la lotta per lo scudetto sarà una storia a due tra Napoli e Juve?
"Siamo appena agli inizi. Il cammino è lungo e tortuoso. Ad oggi possiamo affermare che l'unica compagine che può ostacolare la squadra bianconera nella corsa per lo scudetto è il Napoli, ma non è escluso che in futuro Milan e Inter possano tornare a certi livelli. Sono due squadre che meritano rispetto ed è presto per considerarle fuori dai giochi". 
 
Grazie per la sua disponibilità e per l'impegno a favore dei colori azzurri.
 
Antonio Catapano – NapoliSoccer.NET

 



LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.