Salvatore Bagni: “Nell’88 nessuno boicottò Ottavio Bianchi”.

0
1695

Bagni-Salvatore01

Grinta, cuore e carattere era questo Salvatore Bagni in campo, un guerriero indomito che vendeva cara la pelle ma che sapeva rispettare gli avversari. Oggi che ha appeso gli scarpini al chiodo e anche la giacca del dirigente, si diverte a girare il mondo alla ricerca dei talenti del futuro e dei giocatori promettenti del presente per consigliarli ai vari club. Sempre socievole e disponibile, il buon Salvatore risponde volentieri alle domande che gli vengono poste, raccontando vari aneddoti che hanno caratterizzato la sua vita calcistica, con la schiettezza che lo ha sempre contraddistinto sia in campo che fuori.
 
Ci racconta un aneddoto della sua esperienza napoletana?

“Ci sono tanti aneddoti riguardanti quegli anni impossibile sceglierne uno in particolare perché tra i miei ricordi ne ho tanti. Ricordo che ci fu un periodo in cui andavamo proprio male, la squadra era partita malissimo, tanto da dover andare per forza in ritiro per quattro giorni e non ce la facevamo più. Alla fine del ritiro ci ritrovammo tutti insieme, ci guardammo negli occhi e discutemmo tra noi dei vari problemi, dopo questa discussione le cose andarono molto meglio, ricordo che quell’anno finimmo ottavi”.
 
Quali ricordi le sono rimasti impressi della sua esperienza da dirigente del Napoli.

“Quella è stata un’avventura che è durata poco, ricordo che quell’anno avrei dovuto fare il mercato ma non c’erano soldi. Il Napoli era in una situazione economica critica, perciò quando a gennaio proposi di acquistare Viduka, che sarebbe costato 1 miliardo e 700milioni di Lire dal Knights, non fui ascoltato. Sarebbe stato un grandissimo affare ma la dirigenza preferì prendere Stojak in prestito pagandolo 500 mila euro, dopo un anno sparì dal panorama calcistico mentre Viduka si trasferì in Inghilterra per 40 miliardi. Se il Napoli lo avesse preso avrebbe fatto un guadagno notevole, non solo economico ma anche qualitativo”.
 
Lei ha fatto parte del Perugia dei miracoli che ricordo porta?

“E’ stata una tappa fondamentale della mia vita e della mia carriera. Con il Perugia passai dalla B alla A e trovai un ambiente caldo, che mi diede la giusta serenità per affrontare il mio primo campionato di serie A”.
 
Marchesi passò Salvatore Bagni dall’attacco al centrocampo: lo odia o lo ringrazia?

“Lo ringrazio tutti i giorni e lo ringrazierò sempre dato che mi ha dato la possibilità di ritornare in Nazionale con un secondo ruolo ben diverso da quello che avevo prima. Credo che sia successo a pochi giocatori di giocare in Nazionale con due ruoli diversi. Diciamo che Marchesi è stata la mia fortuna, poi all’Inter ho giocato con un certo Gabriele Oriali, con cui formavo una gran bella coppia e dal quale ho imparato molto”.
 
Che ricordi porta del campionato 87-88?

“E’ stato un campionato bello finito male per noi, con il dispiacere di averlo dominato ma di averlo perso, alla fine eravamo mentalmente stanchi e non reggemmo nella fase finale. Meritavamo assolutamente di vincerlo quel campionato ma così non è stato. C’è la favola che in quattro volevamo sabotare Bianchi e perciò perdemmo lo scudetto, ribadisco ancora una volta che ciò non è assolutamente vero”.
 
Che mondiale fu quello dell’86 per Salvatore Bagni?

“In quel mondiale ho marcato tre dei più grandi giocatori di tutti i tempi: Diego, Zico e Platinì. E’ stato un’esperienza positiva. Ricordo che giocammo entrambi una bella partita e lui in quel mondiale mi rispettò molto, perciò lo ringrazio ancora”.
 
Lei ha indossato la 10 in quel mondiale. Cosa ha provato a giocare con quel numero?

Tutti i più grandi giocatori hanno giocato con la dieci in nazionale (ride – ndr), perciò ci ho giocato anche io con quel numero”.
 
Cosa ci racconta del suo gesto durante Roma Napoli de 25 ottobre 1987.

“E’ un gesto istintivo scaturito dalla rabbia della frustrazione del momento. Ho beccato due giornate, ho chiesto scusa e credo che la cosa sia finita lì. Non credo che sia da colpevolizzare dal momento che ho capito di aver sbagliato, secondo me la condanna di un gesto parte nel momento in cui una persona non capisce di aver sbagliato”.
 
Se le dicessi Juventus-Napoli lei cosa mi risponderebbe?

“Nove novembre dell’anno in cui vincemmo lo scudetto. Quando battemmo per 3-1 i bianconeri a Torino, ricordo che venivano da nove vittorie consecutive in campionato e che all’epoca erano ancora imbattuti. Oltre a dominare la Juventus, quella vittoria ci diede lo slancio per vincere anche il campionato. Fu da lì che partì la cavalcata trionfale verso uno storico tricolore che rimarrà sempre impresso nella memoria della gente e del sottoscritto”.
 
Vincenzo Capano – Napolisoccer.NET
(Intervista pubblicata su Napolisssimo del 16 ottobre 2012)

 
 

cover_napolissimo_18ottbagni_napolissimo_16ott



LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.