Napoli, tanta attesa ma nessuna conferma

1
144

A Marassi i tifosi napoletani hanno inutilmente atteso una conferma della prestazione offerta dalla loro squadra in occasione della vittoriosa partita di Livorno. Ricordando l’ottimo secondo tempo disputato contro i livornesi, i supporter azzurri si sono presentati numerosissimi a Genova con la speranza di poter assistere alla continuazione di quel gioco intravisto, domenica, per metà gara. Purtroppo i circa tremila supporter azzurri, presenti a Genova, hanno assistito alla prosieguo del primo tempo di Livorno-Napoli, relegando il discreto secondo tempo ad uno dei tanti momenti occasionali della compagine azzurra.

Nonostante le assenze di Santacroce, Cannavaro e Zalayeta squalificati, il Napoli ha potuto schierare sostituti in grado di ricoprire i ruoli dei titolari senza che si notasse eccessivamente la loro assenza. Al posto di Santacroce ha giocato Grava, recentemente utilizzato, più volte, come centrale difensivo. Il difensore napoletano ha denotato qualche incertezza ed apprensione nel momento in cui gli attaccanti genoani si sono proposti dalle sue parti. A completare la terna difensiva vi erano Domizzi e Contini che, con la complicità di Savini, per partecipare alla “festa” che stava avvenendo sugli spalti dello stadio, in virtù del gemellaggio tra le tifoserie delle due squadre, hanno pensato bene di omaggiare gli spettatori liguri offrendo loro due regali con una particolare dedica: Abbiamo elargito molti doni, con i nostri errori difensivi, ad alcune squadre, fino ad ora incontrate, per cui non vi è motivo di negare, proprio a voi, la gioia derivante dalle nostre offerte.

Ci sono voluti quaranta minuti per confezionare e porgere ai genoani un “presente” e l’incarico di consegnare il primo regalo è stato affidato a Contini e Savini che hanno permesso a Sculli , spalle alla porta, di girarsi con una torsione del corpo e di realizzare comodamente la rete del vantaggio genoano. Successivamente al 75’ Domizzi, visto che i giocatori del Genoa, evidentemente, non avevano, sufficientemente, gradito ciò che, in precedenza, era stato loro regalato, ha pensato di omaggiare, ulteriormente, gli avversari commettendo un fallo da ultimo uomo sul lanciatissimo Borriello, ma il confezionamento di questo secondo regalo non è stato esente da errori, infatti il difensore azzurro, non calcolando bene la distanza che separava Borriello dall’area di rigore, lo ha steso, precipitosamente, al limite dell’area. A questo punto, è venuto fuori l’animo nobile dell’arbitro del match per cui il Sig, Gervasoni, commosso, per tanta generosità, ha pensato bene di aiutare il difensore napoletano, chiudendo la confezione regalo con un bel “fiocchetto” rossoblu : rigore, secondo gol del Genoa e partita chiusa tra il tripudio dei tifosi liguri e la rassegnazione dei napoletani che hanno continuato a cantare: “ Genova è solo rossoblu”. Pronta risposta dalla curva Nord del Marassi con un unico grido: Napoli, Napoli: come non essere d’accordo!

Un ignaro lettore che non avesse assistito alla partita direbbe: “difesa a tre, quindi centrocampo a cinque ed allora come mai i tre centrocampisti del Genoa hanno impostato il match a loro piacimento?” Domanda lecita e risposta scontata: Reja ha disegnato la squadra con un 3-5-2 ma, di fatto, l’ha presenta con il 5-3-2 in cui Savini e Mannini hanno operato in linea con i tre difensori centrali. Mannini terzino? Ebbene si, evidentemente, il Napoli offre la possibilità a quei calciatori che, stufi di interpretare sempre lo stesso ruolo, decidono di cambiare la loro posizione per aver modo di “crescere” ed apprendere i segreti oltre alle impostazioni tattiche che costituiscono i fondamentali di un ruolo di nuova appartenenza. Resta il rammarico che a “crescere” sono, eventualmente, i giocatori e non il Napoli. Per completare questa impietosa analisi, bisogna citare un vecchio proverbio: “non cambiare mai la via vecchia per la nuova” e Reja da buon pragmatico tradizionalista segue questa massima alla “lettera” non solo confermando il collaudatissimo, ma non del tutto soddisfacente, modulo tattico ma, per i nostalgici, ripropone il non gioco ovvero il giochino tanto caro a Sosa : lanci lunghissimi per il Pampa che si diverte a “spizzicare” i palloni verso i compagni di squadra i quali, per volere del loro mister, non possono assecondarlo in questo suo desiderio: hanno altro da pensare e non possono abbandonare la postazione difensiva.

A farne le spese è Calaiò che, incredulo per la fiducia che i compagni di squadra hanno in lui, non riesce a ripagarli adeguatamente perché i genoani non manifestano l’intenzione di contraccambiare i regali ricevuti. L’Arciere, desolato, prepara altre frecce, dopo aver centrato il bersaglio per due volte contro il Livorno, ma nessun giocatore azzurro può assisterlo e, quindi, metterlo in condizione di raggiungere la postazione di tiro nel migliore dei modi. Il centrocampo napoletano riducendo notevolmente il suo rendimento non è più il reparto che all’inizio del campionato in corso ha notevolmente contribuito al gioco ed ai successi del Napoli. Gargano, oltre ad essere poco disciplinato tatticamente non è riuscito, nemmeno, a caratterizzarsi per il recupero dei tanti palloni come avveniva qualche tempo fa. Hamsik ha denotato problemi di tenuta e non è stato il giocatore lucido che riusciva a catalizzare il gioco della squadra con passaggi illuminanti ed improvvise percussioni.

Al Genoa è bastata l’attenta guardia di Paro ed i raddoppi di Konko per limitare l’estro del giocatore slovacco. Probabilmente lo scarso rendimento dei centrocampisti azzurri è da addebitare, paradossalmente, a Blasi infatti il giocatore napoletano fornisce costantemente ottime prestazioni caratterizzate da un continuo lavoro in fase di interdizione, un tentativo di ricucitura tra i reparti e la ricerca di impostare il gioco nelle fasi di ripartente. L’indomito lottatore, evidentemente, ha indotto qualche compagno di squadra a limitare le proprie prestazioni in termini di risparmio di energie. Dopo questa considerazione nasce spontanea una domanda: predicare nel deserto è un merito o un difetto? In attesa di una risposta valida, Blasi resta, per ora, l’unico…indiziato! I napoletani vorrebbero conoscere le motivazioni dello sbarco a Napoli di Navarro e di congratularsi per una eventuale sua visita di piacere nella stupenda città partenopea. Nel frattempo Gianello fa quello che può.

Comunque il Napoli ha iniziato la partita in modo discreto. La squadra partenopea ha controllato bene il gioco ed agli avversari ha concesso poco oltre ad avere un possesso palla più continuo di quello dei liguri. Il fraseggio dei partenopei ha prodotto anche qualche buona “sortita” in avanti non sfruttata, nel migliore dei modi, da Sosa e compagni ma è bastato un cambio, da parte del Genoa, per mandare in tilt la squadra napoletana: Paro, al 18’ è stato costretto ad uscire per infortunio. Al suo posto è subentrato Juric che ha permesso ai genoani di avanzare il baricentro della squadra e di comprimere il Napoli nella sua trequarti di campo.

Di fronte a questa nuova situazione, Reja non ha apportato, tempestivamente, quei correttivi che avrebbero potuto rimettere in sesto la formazione napoletana e questa decisione ha prodotto l’inevitabile, anche se fortuito, vantaggio genoano. Nella ripresa Bogliacino è subentrato ad Hamsik e, successivamente con le sostituzioni di Montervino al posto di Sosa e di Lavezzi per Gargano, l’allenatore friulano ha cambiato modulo per concludere, poi, il match con un trio avanzato composto da Mannini a destra, Calaiò al centro e Lavezzi a sinistra. Con questa disposizione tattica sono venuti meno i lanci lunghi a favore della punta centrale ma il tardivo cambio di modulo e di uomini unito alla espulsione di Domizzi non ha sortito l’effetto sperato ed ha sancito la fine delle speranze partenopee di dare una minima continuità di risultati ed una conseguente tranquillità a tutto l’ambiente.

L’attesa dei tifosi napoletani continua nella speranza di ricevere una conferma delle ambizioni della squadra azzurra. Intanto il prossimo turno di campionato riserverà al Napoli un’altra partita alquanto proibitiva infatti i partenopei riceveranno, al San Paolo, la visita dell’Inter una squadra che è sulla buona strada per riconfermarsi Campione d’Italia. In bocca al lupo, Napoli.

 

 

Redazione NapoliSoccer.NET – tratto da Goal.com

 



1 COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here