Calcio: Cassano, stavolta nessuno fa sconti

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Ha perso la testa. Ora perdera’ 4 o 5 partite, decine di migliaia di euro e forse anche gli Europei. Antonio Cassano c’e’ ricascato: i minuti di follia nel finale del match contro il Torino costeranno cari. In tutti i sensi. Lo show con parolacce all’arbitro Pierpaoli e lancio di maglia non e’ piaciuto a nessuno, nemmeno a chi ha sempre cercato di difendere il talentuoso barese. La Sampdoria ha scoperto il volto peggiore del giocatore che, a tratti, quest’anno ha incantato il pubblico di Marassi. ”Biasimo assoluto”, dice il direttore generale blucerchiato, Giuseppe Marotta, commentando l’episodio di ieri ai microfoni di ‘Radio Anch’io lo sport’. ”Non servono altri commenti”, aggiunge. Il futuro dell’attaccante, di proprieta’ del Real Madrid, e’ tutto da decifrare. ”E’ evidente che questo incidente di percorso non ci voleva”, dice Marotta. ”Cassano stava recuperando bene, ma ha grossi limiti caratteriali e per questo non puo’ essere definito ‘campione’ nonostante qualita’ tecniche straordinarie”. La Sampdoria sta cercando la soluzione finanziaria per trattenere il giocatore. ”Ci troviamo davanti a un calciatore di 25 anni: la scommessa sportiva della Sampdoria e’ ampiamente vinta. Dal punto di vista comportamentale si e’ verificata una situazione da censurare. Cassano deve capire, anche con il nostro aiuto, che la sua carriera rischia di essere condizionata. Non bisogna agire solo in termini repressivi nei confronti di un ragazzo che, in campo, e’ capace di deliziare il pubblico. Ha sbagliato, cosi’ come hanno commesso errori nel recente passato tanti protagonisti del calcio”.

Chissa’ come la pensera’ il ct della Nazionale, Roberto Donadoni. Un’idea se l’e’ fatta Eugenio Fascetti, , l’allenatore che scopri’ Cassano lanciandolo giovanissimo nel Bari. ”Con la sceneggiata di domenica si e’ giocato gli Europei. Dopo quello che e’ successo sara’ difficile per lui tornare nel giro della Nazionale”, e’ il giudizio tranciante. ”Peccato -aggiunge a Radio 101- perche’ di giocatori cosi’ non ce ne sono molti. A Genova stava facendo benissimo e i tifosi non si divertivano cosi’ da anni. Se fossi il suo allenatore sarei molto arrabbiato, perche’ con questi atteggiamenti rovina il lavoro di tutta la squadra e della societa’ che ha creduto in lui”. Fascetti conosce bene il suo pupillo. ”E’ un istintivo. In privato e’ il ragazzo piu’ tranquillo del mondo, ma in campo ha questi momenti che non riesce a controllare. Quando aveva 17-18 anni non teneva questi atteggiamenti. Ora e’ molto piu’ difficile da gestire”. Ed e’ per questo che Donadoni potrebbe decidere di farne a meno. Anche il ct ha visto quella che Fascetti definisce ”una sceneggiata”. ”Tutti possiamo avere degli scatti d’ira -dice ancora- ma lui ha esagerato. Ha chiesto scusa perche’ si e’ accorto di averla fatta grossa”. Un giocatore con quei piedi, farebbe comodo a tutte le grandi squadre. Ma chi rischierebbe di inserire un elemento cosi’ nello spogliatoio di una big? Non il Milan, a giudicare dalle parole del presidente Silvio Berlusconi che assiste dispiaciuto alle gesta di ”un talento cosi’ assoluto del calcio” che non ha la ”capacita’ di essere una persona normale”. Le porte di Milanello, secondo radio-mercato, avrebbero potuto aprirsi in passato. In futuro, no. ”Noi -dice Berlusconi a ‘La politica nel pallone’ su Gr Parlamento- guardiamo molto a quella che e’ la personalita’ individuale e quindi non penso che possa trovare posto nel Milan, peccato davvero".

 

Adesso la palla passa al giudice sportivo Gianpaolo Tosel. Tocchera’ a lui tradurre la ‘cassanata’ in una squalifica. Alla fine, il numero 99 della Samp dovra’ restare fermo 4 giornate. Forse anche 5, come afferma l’ex giudice sportivo Maurizio Laudi. ”Dal punto di vista strettamente disciplinare -dice ad Affaritaliani.it- l’aspetto piu’ grave e’ il lancio della maglia verso l’arbitro. Perche’ e’ un chiaro segno di irrisione, di contestazione della autorita’ del direttore di gara”. Ma c’e’ anche altro. ”C’e’ anche quel tentativo di andare verso l’arbitro, per fortuna immediatamente bloccato da alcuni giocatori”, aggiunge analizzando l’episodio fotogramma per fotogramma. In situazioni simili, ”si fa una valutazione unitaria della vicenda, non di tipo aritmentico per ogni singolo gesto. Tutto e’ avvenuto nello stesso momento, fa parte della stessa ‘mancanza di controllo’ da parte del giocatore. Questo fatto giova al calciatore perche’ la valutazione unitaria fa si’ che l’entita’ della sanzione sia piu’ ridotta rispetto a quello che sarebbe se si considerassero singolarmente le infrazioni”. Al termine del match, Cassano si e’ scusato pubblicamente. Il mea culpa potrebbe rivelarsi un’attenuante. ”L’atteggiamento successivo di chiedere scusa ha il suo peso nella valutazione della vicenda. Se dovessi azzardare un’ipotesi direi che e’ un fatto per cui possa essere prevedibile una squalifica dalle quattro alle cinque giornate”.

 

Fonte: Adnkronos

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Giornalista sportivo, appassionato di calcio e, da sempre, tifoso del Napoli. Dal 2004 partecipo al progetto Napolisoccer.NET condividendone obiettivi e speranze, con l'unica finalità di fornire ai lettori un'informazione corretta e neutrale, scevra da pregiudizi e fuori da ogni logica di interesse. Napoletano convinto, nutro amore e passione incondizionata per "Terra mia", "Napul'è" e per la maglia azzurra.


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