Grava e Zuniga, la rivincita degli “invisibili”

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Dimenticati da Donadoni e rilanciati: contro i nerazzurri sono stati tra i migliori.
Gianluca Grava ha vinto contro Pandev e Milito; e poi ha stravinto contro Eto’o. Juan Camilo Zuniga, invece, ha tenuto sul filo Santon e Muntari, e ha affondato come mai gli era riuscito finora. Magie della notte del San Paolo? No, semplicemente due tra i migliori in campo di Napoli-Inter. Una conferma e una sorpresa. E un presupposto: per Donadoni erano invisibili. Nisba, nada: panchina, tribuna o fuori ruolo. L’implacabile a meritare la copertina è Grava, l’ennesima del suo straordinario campionato, e di motivi ce ne sarebbero tanti. Il primo, sotto gli occhi di tutti, è che ha dominato i tre duelli della serata nel giorno della quarantesima presenza in serie A: non ha perso una battuta con il fenomeno Pandev e il fenomeno Milito; e poi ha trattato Eto’o come un attaccante qualsiasi: letteralmente surclassato. La marcatura a uomo prescelta da Mazzarri lo rende fondamentale perché è implacabile, rapido e ha senso dell’anticipo, eppure dopo 6 grandi prestazioni di fila, 15 in totale, con l’Inter il trentaduenne difensore di San Prisco non avrebbe dovuto giocare: l’allenatore aveva scelto Aronica per la difesa, salvo poi impiegare entrambi dopo il forfait di Dossena. Dalla panchina al campo senza battere ciglio: la cultura del lavoro e la fede, i pilastri del suo credo. E poi la gratitudine per il padre Adriano (gloria della Casertana), il tatuaggio «Malachìa» (messaggero del Signore) e un altro in programma: da dedicare alla memoria di suo nonno Beniamino. Quella di Grava è una bella favola di calcio. Con il contratto in scadenza: giugno 2010. L’investimento Quello di Zuniga, 24 anni, è invece un investimento che il Napoli sta provando a decifrare: più di 8 milioni di euro per acquistare il suo cartellino dal Siena e spedirlo in panchina, alle spalle dell’intoccabile Maggio. In mezzo, il tentativo fallito di adattarlo a sinistra e 12 presenze (per lo più spezzoni). Con l’Inter, però, è accaduto qualcosa: Camilo il colombiano ha giocato a destra, dall’inizio, e ha griffato un primo tempo da applausi e una prestazione convincente. Il bimbo Santon ha sofferto. E lo ha sofferto anche il veterano Muntari. Ha corso per due, affondando e stringendo come mai s’era visto in maglia azzurra. Una sorpresa. «È un giocatore da Napoli», la benedizione di De Laurentiis a fine partita. Un sollievo, per il presidente, perché a differenza di Grava il suo contratto scade nel 2014, ma anche un segnale di vita per lo stesso Zuniga. Maggio permettendo: l’unico uomo che Mazzarri ritiene davvero intoccabile (per sua stessa ammissione). La vita è anche tanta casualità.

 

Redazione NapoliSoccer.NET – fonte: il mattino

 



2 Commenti

  1. PRESIDè RINNOV assolutamente il contratto a GRAVA kistu guaglione merita di più sia in fiducia ke soldi !! aumenta stu cakkio e stipendio a “o surdat nnammurat ” perukkio!

  2. cavolo è vero non vedo perchè gianluchino grande orgoglio paesano non debba avere un altro anno..lo voiglio vedere esordire in champions….ngulllllllll

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